Politica

Berlusconi: «L’Italia oggi è irrilevante»

Il leader di Forza Italia contro Renzi: «Con me il problema immigrazione non esisteva»

Nuovo affondo di Silvio Berlusconi contro Matteo Renzi. La campagna elettorale per le regionali e le amministrative del prossimo 31 maggio entra nel vivo e il Cav decide di giocarsela fino in fondo nel modo a lui più congeniale, andando all’attacco. Stavolta però la stoccata al premier non arriva sulle pensioni o sui temi economici, ma sull’immigrazione. Perché, secondo il leader di Forza Italia, l’Italia a livello internazionale è «irrilevante» e le responsabilità dell’attuale premier sono evidenti. «Non si può accettare che gli Stati dicano di no alle quote e quindi il governo Renzi deve agire per far cambiare le posizioni - spiega Berlusconi in un’intervista all’emittente tv Telepadova - Con il governo Berlusconi - rivendica l’ex premier - il problema dell’immigrazione non esisteva perché avevo fatto accordi con i Paesi del Mediterraneo e messo militari al lavoro per accoglierli, aiutarli e riportarli anche negli Stati di provenienza. Oggi - attacca - siamo in una situazione pericolosa e drammatica per i profughi. Stanno in campi in condizioni pessime. La situazione, rispetto a quando eravamo al governo, purtroppo è molto peggiorata». «Bisognerebbe - ribadisce il leader FI - dividere per quote i migranti che arrivano in Italia. Ma questo è difficilissimo da ottenere perché dai tempi del mio ultimo governo l’Italia è diventata irrilevante nel panorama europeo». Il Cav spiega anche che «bisognerebbe stanziare dei fondi e mettere in atto un’organizzazione per aiutare le popolazioni che fuggono da situazioni di morte, per ridare loro libertà e pace». Secondo Berlusconi, per risolvere il problemi immigrazione, «basterebbe un contingente di uomini, autorizzato dal governo libico o dall’Onu, che togliesse il motore alle barche con le quali si vorrebbero trasportare i migranti». Ma l’obiettivo del leader di FI resta Renzi. «Sono un uomo che viene dalla trincea del lavoro, dalla cultura del fare - incalza Berlusconi - Renzi è un professionista della politica, bravissimo a comunicare, ma quando poi si tratta di fare le cose mostra delle carenze importanti. Io penso, rispetto a lui, di saper parlare, oltre che alla testa, al cuore della gente». Berlusconi torna, naturalmente, a parlare della scissione fittiana e del futuro di Forza Italia. Il Cav rivendica la genesi extrapolitica del proprio movimento e mette alla porta tanti complimenti Raffaele Fitto, ormai un ex a tutti gli effetti. «Forza Italia - ricorda Berlusconi - è sempre stata qualcosa di diverso da un partito. È un movimento rivolto al ceto medio, ai moderati, con una democrazia interna assoluta, quasi eccessiva, e ha portato in politica i valori del mondo del lavoro. Le logiche di Forza Italia sono completamente diverse da quelle di chi fa politica per professione, per questo i politicanti prima o dopo se ne sono andati da Forza Italia». Una stoccata rivolta chiaramente a Fitto, contro il quale poco dopo Berlusconi spara di nuovo a zero: «Abbiamo avuto abbandoni nel nostro movimento ma da parte di professionisti della politica che avevano considerato Forza Italia come un taxi su cui salire e poi hanno deciso di scendere perché era più conveniente un altro». Nonostante quindi Fitto abbia annunciato in conferenza stampa di non voler continuare ad attaccare Silvio Berlusconi, la tensione tra i due resta palpabile ed è destinata a condizionare non solo le prossime settimane di campagna elettorale, quanto soprattutto la delicatissima fase post-voto.

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