Il nuovo partito di Raffaele Fitto è pronto e parlerà inglese. L'eurodeputato di Maglie, a capo dei dissidenti forzisti riuniti nel movimento dei «ricostruttori», ha accelerato i tempi per la scissione e sta definendo in queste ore i passaggi procedurali che porteranno alla nascita di un nuovo «conservative party», un soggetto post-berlusconiano che avrà come modello il partito anglosassone rigenerato dall'esperienza di governo di David Cameron. «Non si tratta di fare un nuovo partitino - ha spiegato Fitto - ma mettere in campo qualcosa di nuovo per dare una prospettiva al centrodestra. Dobbiamo organizzare qualcosa di diverso, visto che Fi ormai non è più un partito». Il primo passo sarà la costituzione di una associazione politico-culturale con regolare atto notarile: per vagliare le adesioni Fitto, dopo aver incontrato la scorsa settimana i senatori ribelli, ha intensificato a Roma i colloqui con i deputati indecisi. Alcuni hanno palesato, senza frenare il rapido corso del nuovo progetto, la volontà di evitare il cortocircuito in corso a sinistra per i candidati alle amministrative che si riconoscono nelle posizioni del fuoriuscito Pippo Civati: presenti nelle liste del Pd, saranno costretti al paradosso di chiedere consensi per un partito di cui non fanno già più parte. Di sicuro ci sarà un riferimento della nuova associazione-partito in ogni regione e il sodalizio verrà presentato nella Capitale . Il progetto dei Tory all'italiana di Fitto - promotore di un endorsement pro Cameron sul Telegraph alla vigilia delle elezioni inglesi - vedrà subito in avanscoperta una pattuglia di trenta parlamentari che daranno vita alla Camera e al Senato a gruppi autonomi: oltre alla truppa di fedelissimi pugliesi, ci sono l'ex gasparriano umbro Pietro Laffranco, l'ex tesoriere forzista toscano Maurizio Bianconi, l'ex portavoce Daniele Capezzone, il ciellino lucano Cosimo Latronico. Tentato dalle sirene fittiane anche il senatore abruzzese Fabrizio Di Stefano, di tradizione postmissina. Certa anche una rappresentanza campana, regione dove Fitto alle ultime europee ha raccolto migliaia di voti. La nuova casa avrà un riferimento europeo differente: dopo la rottura con Berlusconi, ci sarà anche l'abbandono del Ppe per aderire alla famiglia dei conservatori e riformisti europei, che si dichiarano euroscettici e antifederalisti (da qui le prime scintille con i salviniani). In questa formazione le delegazioni più numerose composte da deputati inglesi (25) e della repubblica ceca, espressione della destra del partito democratico civico (7). La disaffezione dei fittiani e dei "nazareni" da Forza Italia si misura anche dai contributi (esigui) che i parlamentari malpancisti hanno versato nel 2014 nelle casse del partito. Dalle dichiarazioni erogate ai partiti nel 2014, relative ai contributi dei privati (per le somme superiori ai cinquemila euro devono essere depositate alla Camera) risulta che i più generosi sono stati lealisti, mentre tra i ricostruttori si registrano versamenti solo da parte della senatrice Cinzia Bonfrisco (8.460 euro) e del deputato Daniele Capezzone (10.600, di cui 9.600 come rimborso spese per servizi resi a supporto della sua attività). Il filogovernativo Denis Verdini ha invece versato circa 50mila euro mentre la tesoriera unica Mariarosaria Rossi spicca per aver devoluto 54.600 euro. In Puglia, infine, lo scontro tra i lealisti e i dissidenti fittiani diventa di giorno in giorno più rovente, con i ricostruttori alle prese con il rebus del simbolo poco riconoscibile dall'elettorato moderato.
Fitto rompe gli indugi: "Addio Forza Italia"
Pronto il movimento del "ricostruttore": non sarà un nuovo partito ma qualcosa di diverso
