Le finte proteste. È l’ultima furbata targata Schlein. La sardina diventata leader, pur di ottenere visibilità e dire che a Roma si respiri il malcontento di Parigi, raduna i propri giovani e li fa montare le tende. Parliamo delle solite canadesi installate per contestare l’esecutivo sul caro affitti, guarda caso rispuntate quando, nella vicina Francia, è salita la tensione. La differenza, però, è che oltralpe la mobilitazione è spontanea. A queste latitudini non solo è pilotata, ma è una vera e propria sceneggiata.
Il primo atto della messinscena è l’accampamento di stoffa realizzato tra le panchine di piazza Bologna. La prima inquilina del Nazareno, per l’occasione, si traveste da giornalista e inizia ad ascoltare testimonianze. Peccato che gli intervistati non siano fuorisede o lavoratori under 30, bensì esponenti dei Giovani Democratici, radunati per fare numero. Per dirla in breve, «ce la cantiamo e ce la suoniamo». Nonostante ciò, arrivano tutti i big capitolini progressisti, compreso il sindaco Gualtieri.
Ma siamo solo al primo capitolo della farsa. Il secondo si svolge in Piazza Montecitorio. A essere protagonisti, stavolta, sono i ragazzi della Cgil. Questi ultimi, sotto la sigla dell’Udu (Unione degli Universitari), montano un bivacco davanti la Camera dei deputati. Un favore del segretario Landini, dicono i ben informati, alla compagna Elly. Tant’è che, dieci minuti dopo la comparsata dell’ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna, con tanto di avviso ai giornalisti, Maurizione deve chiamare pure il presidente del M5S. Il motivo, riferisce sottovoce un iscritto all’associazione di categoria, è non far arrabbiare i pentastellati.
Insomma, una vera e propria gara per mettere il cappello su qualche sindacalista cooptato. A smascherare la recita, intanto, sono gli “aspiranti Lama” che, all’arrivo di Conte, si lasciano scappare: «Ora è meglio defilarci. Il nostro dovere l’abbiamo svolto, interpretando il copione assegnatoci».
A non essere d’accordo con la piazzata voluta da Schlein, intanto, sono i sindaci o meglio chi governa i territori. Parlamentari e presidenti di Regione dem non mancano di farsi immortalare alle varie inaugurazioni di studentati realizzati grazie all’attivismo del dicastero guidato da Anna Maria Bernini.
Con quest’esecutivo, d’altronde, sono stati attivati ben 63 mila posti letto, superando finanche il target stabilito dal Pnrr. I primi 33mila sono già disponibili per chi ne ha diritto, che potrà accedervi tramite gli enti regionali preposti oppure secondo criteri di merito, contattando i gestori delle strutture. Per gli altri 30 mila, Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce la seconda tranche, ha completato la sottoscrizione di tutti gli atti d’obbligo. Ciò significa che saranno disponibili, con le medesime modalità, nel 2027.
Fake news sinistre pure quelle relative al prezzo medio dei giacigli, circa 500 euro (comprese acqua, luce e connessione Internet) e non 1.000-1.330 euro, come predicato dai protestanti di professione.
Per fortuna, non la pensano così gli amministratori progressisti che, pur non essendo di destra, non possono far finta che nulla sia accaduto. Tant’è che a Pieve di Cento, una delle realtà più rosse del Paese, a inaugurare l’ultima «Casa Studio» ci sono, in prima fila, Matteo Lepore, sindaco di Bologna, e Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna.
Neanche la responsabile Scuola del Pd, Irene Manzi, può ignorare la concretezza di chi è andato oltre le parole. Tant’è che, in più occasioni, non rinuncia a farsi fotografare accanto alla ministra forzista, osannata sui territori e criticata nella città eterna.
