Politica

Tasse, circoli e giovani. Il piano di Silvio

L’ex premier lancia il nuovo partito sul modello dei Repubblicani Usa. No di Fitto

Mentre gli esponenti di Forza Italia s’incagliano sull’Italicum, protestano e lanciano il referendum abrogativo, Berlusconi guarda avanti. L’idea di rifondare il centrodestra sul modello del Partito Repubblicano americano arriva proprio dalla consapevolezza dell’ex premier che la nuova legge elettorale (che assegna il premio di maggioranza alla lista più votata) obbliga i movimenti a ingrandirsi, a diventare dei contenitori che siano in grado di raccogliere orientamenti differenti. Non sarà facile reggere l’urto di un centrodestra balcanizzato, in cui l’unico che sembra poter intercettare consenso è Matteo Salvini. Ma Berlusconi non ha alcuna intenzione di uscire di scena, anche perché non pensa che Salvini possa riuscire a tenere insieme la coalizione. Ecco perché punta a un altro progetto: un campo unitario di centrodestra. La stessa operazione portata avanti, in Francia, da Sarkozy. Una necessità, soprattutto perché Matteo Renzi ha già lanciato quel Partito della Nazione che potrebbe intercettare un largo consenso. Berlusconi pensa anche di ricorrere ad alcuni testimonial di eccezione, a partire dall’ex presidente americano George W. Bush. Anche se la fissazione del Cavaliere resta quella di coinvolgere in qualche modo l’ex premier inglese Tony Blair, a cui aveva già proposto di insegnare nell’università delle libertà che avrebbe voluto aprire a Villa Gernetto. Il piano del Cavaliere è ripartire dalle idee. Riduzione delle tasse, sicurezza, libertà d’impresa, qualità dei servizi ai cittadini, tutela del made in Italy valorizzando produzioni tipiche e cultura. Saranno proprio questi i contenuti della «primavera delle idee», a Perugia da venerdì a domenica. L’appuntamento, organizzato da Marcello Fiori, coordinatore Enti locali di Forza Italia, sarà concluso da Berlusconi. Ci saranno centoventi tra amministratori locali del movimento azzurro, presidenti dei Club e giovani, oltre che esponenti della società civile vicini al movimento politico del Cavaliere. Le acque sono ancora molto agitate. A poche settimane dalle Regionali, Salvini e la Meloni si smarcano da una collaborazione con il Cavaliere mentre Raffaele Fitto, ormai con un piede fuori da Forza Italia, attacca: «Da giorni, Silvio Berlusconi e il suo "cerchio" (che inspiegabilmente viene definito "magico") evocano la prospettiva di un partito sul modello dei Repubblicani Usa, tesi che, notoriamente, noi sosteniamo da un anno! Segnalo però a Berlusconi che nel partito repubblicano americano ci sono le primarie, e la leadership è contendibile. E non sono due dettagli, ma due elementi costitutivi e fondanti. Invece, parlarne nei termini in cui lo fa il Cavaliere con il suo cerchio è un modo per precludere e impedire il progetto, e togliergli ogni credibilità, come dimostrano i primi importanti rifiuti giunti oggi». Fitto non concede aperture: «Sarà bene chiarire che è ridicolo parlare di "modello repubblicano" se invece il meccanismo che si ha in mente e che viene costantemente praticato è quello, più o meno, dei "club Forza Silvio"». Infine la stoccata finale del ribelle: «Silvio Berlusconi e i suoi, da giorni, definiscono l’Italicum una "legge autoritaria". Resta da capire perché abbia voluto votarla al Senato, nonostante in tanti gli avessimo fino all’ultimo consigliato di non cedere. Invece decise di cedere, peraltro alla vigilia delle votazioni sul Quirinale, a tutto vantaggio di Renzi».

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