Il nodo del rimborso della perequazione delle pensioni dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il blocco deciso dal governo Monti per i trattamenti superiori a 1.400 euro lordi, sarà con ogni probabilità affrontato con la prossima legge di Stabilità. la bocciatura della Consulta non è arrivata inaspettata ma il governo al momento non sa come affrontare questa ennesima voragine (quasi dieci miliardi) che si sta per aprire nei conti pubblici. Il problema inoltre si somma a quello della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’Iva e delle accise dal prossimo anno. Il che vuol dire che serviranno più risorse di quanto previsto dal Def. Intanto la bocciatura della Corte ha rimesso al centro del dibattito la necessità di modificare la riforma Fornero. L’ex ministro e ora presidente della commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha chiesto di riaprire un tavolo di concertazione con i sindacati dei pensionati «per decidere quale sia il meccanismo migliore per restituire gli aumenti della mancata indicizzazione alle pensioni». Damiano mette in guardia il governo da «decisioni unilaterali che portano più facilmente a compiere degli errori». Intanto il vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta critica il modo di procedere della Corte Costituzionale. «Spetta a Governo e Parlamento e non alla Consulta fare la politica economica e sociale e decidere chi privilegiare tra le diverse categorie in difficoltà (pensionati, disoccupati, poveri) nella ripartizione delle poche risorse a disposizione». La senatrice del Pd ha sottolineato in particolare «come la Corte Costituzionale debba conciliare le sue sentenze con l'art.81 della Costituzione, cioè l'obbligo di copertura finanziaria delle decisioni». L’ex premier Mario Monti, investito dalla valaga di polemiche, continua a ribadire che il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita «fu una misura necessaria» perchè in assenza di interventi «sarebbe intervenuto il default oppure sarebbe arrivata la Troika». Monti critica anche la Consulta definendola un «mondo calmo, riflessivo, che deve ragionare ex post e non è esposto alle tempeste che i governi devono affrontare in situazioni di emergenza. Il nostro primo dovere allora era evitare il default. In quel caso, come oggi in Grecia, sarebbero state a rischio le pensioni, non solo il loro aumento per recuperare l'inflazione».
Pensioni e aumento dell’Iva, governo in alto mare
Il nodo del rimborso della perequazione delle pensioni dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il blocco deciso dal governo Monti per i trattamenti superiori a 1.400 euro...
