"Forza Italia c'è" e per il futuro...chissà. Silvio Berlusconi riunisce i suoi a Montecitorio. "Siamo ancora qui e faremo un partito come il partito repubblicano americano: il partito dei moderati". Un partito a vocazione maggioritaria, un contenitore di voci magari contrastanti che si riallacciano alla tradizione riformatrice del centrodestra. La storia della destra, nella Seconda repubblica, è dominata dalla personalità e dalla carica carismatica di un leader, Berlusconi, che costruisce intorno a sé un partito personalistico incentrato sulla sua persona. Tutto inizia nel 1994. Nel discorso del 26 gennaio Berlusconi parla per la prima volta in pubblico di "Forza Italia" un movimento politico più che un partito vero e proprio e su queste basi si candida alla guida del paese. Il 6 febbraio, al Palafiera di Roma, si tiene la prima convention e il Cav pronuncia il primo discorso da leader politico. Appena un mese dopo con i risultati delle elezioni politiche in tasca, Forza Italia, si afferma come primo partito italiano con il 21% dei voti e va alla guida del governo insieme a Ccd e Lega Nord, mentre al Sud con Alleanza Nazionale, Ccd, Unione di Centro e Polo Liberal Democratico. Escono sconfitte la coalizione di sinistra dei Progressisti e la coalizione centrista del Patto per l'Italia, formata da Partito Popolare Italiano e Patto Segni. Berlusconi vince grazie ai voti dei lavoratori autonomi, quelli che tradizionalmente si opponevano o votavano con riluttanza la Dc. Ed è in questo contesto che si assiste a una cesura con il passato per quello che passerà alla storia come passaggio dalla Prima alla Seconda repubblica. L'elettore berlusconiano tipo è quello che vuole meno tasse e meno Stato. Che guarda al bipolarmismo a vocazione maggioritaria, un elettore liberale. Siamo negli anni in cui Stati Uniti e Gran Bretagna raccolgono i frutti dei governi di Ronald Reagan e Margharet Thatcher e, Berlusconi, annnunciando la rivoluzione liberale, si inserisce in questo solco. Punta su una netta polarizzazione tra destra e sinistra, togliendo spazio a ipotesi di centrismo che verranno spazzate via dalla radicalizzazione dello scontro. La prima caduta. Dopo le dimissioni del 1995 e la sconfitta elettorale del 1996, la coalizione di centrodestra, guidata dal Cav si ripresenta alla campagna elettorale del 2000 con la coalizione denominata "La Casa delle Libertà (Cdl)". L'alleanza viene costituita alla vigilia delle elezioni politiche del 2001 sulla base dei precedenti accordi che avevano riunito, nel 1994 e nel 1996, i partiti di centrodestra sotto le insegne del Polo delle Libertà e del Polo del Buon Governo. La Casa delle Libertà resta al governo dell'Italia nel quinquennio 2001-2006 , dando origine al governo più longevo della storia della Repubblica. Il "pareggio" del 2006. Si arriva così alle elezioni del 2006 in cui la Cdl, sfruttando la nuova logica proporzionale (contenuta in un neonato Porcellum, ndr), annuncia in attacco un tridente: si impegnano in prima persona il premier Berlusconi, il ministro degli Esteri Fini e il presidente della Camera Casini (che rappresentano rispettivamente Fi, An e Udc), i quali inseriscono nei simboli elettorali i loro cognomi. Chi prende più voti, verrà chiamato dal presidente della Repubblica a formare un governo. La campagna elettorale è una delle più accese di tutta la storia e la partita si risolve in un sostanziale parreggio. Berlusconi e la Cdl devono portare il conto di un'azione di governo ininterrotta che è durata cinque anni e che ora deve presentarsi al giudizio degli elettori. Lo sfidante è Romano Prodi, che si presenta con una coalizione di centrosinistra rinnovata, l'Unione. Berlusconi partecipa a due confronti televisivi ufficiali con il suo sfidante (con regole di ispirazione Usa). Durante il secondo di essi accusa la sinistra di essere divisa sui principali temi dell'economia, accusa il suo sfidante di essere solo un'immagine da presentare al paese per vincere le elezioni e che non ha alcun potere reale sulla coalizione che gli sta alle spalle. Parla in seguito all'assemblea di Confindustria e sceglie, come chiusura della campagna, di lanciare agli italiani la proposta dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Anche grazie a questa campagna la coalizione berlusconiana riesce a riconquistare consensi e Forza Italia ottiene un risultato migliore rispetto alle previsioni. La Cdl, comunque, esce sconfitta dalle urne: alla Camera dei deputati il centrosinistra ottiene, con 24.755 voti in più, il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale appena entrata in vigore. Al Senato, la situazione è ribaltata: la Cdl ottiene nel complesso circa 147.000 voti in più (il 49,57% contro il 49,16%), ma con l'apporto del voto della circoscrizione Estero, l'Unione riesce comunque ad avere due seggi in più (158 - 156). Forza Italia si conferma il primo partito italiano con una percentuale di consensi di circa il 24% Il Popolo delle libertà. Ne segue, dopo l'annuncio del "predellino" a Milano, in piazza San Babila, la nascita del Popolo Della Libertà. Un'esperienza che porterà Berlusconi di nuovo al governo con una delle maggioranze più ampie della storia repubblicana. Il grande contenitore dei moderati purtroppo è destinato a fallire. Per ragioni interne: una su tutte la frattura tra Fini e il presidente Berlusconi. E per ragioni giudiziarie. Durante le elezioni amministrative del 2011 - prime elezioni successive alla scissione causata dal presidente della Camera Fini e anche allo scandalo noto come "caso Ruby", che ha coinvolto personalmente il presidente del Consiglio, accusato dalla Procura di Milano di concussione e prostituzione minorile - si registra una netta flessione del Popolo della Libertà e più in generale della coalizione di centrodestra. La scisisone di Fratelli d'Italia e quella di Angelino Alfano soon solo le ultime delle problematiche che Berlusconi deve affrontare. Il passo è breve. Da quel momento in poi il passo è breve: il ritorno nel 2013 a Forza Italia e la vittoria netta del Pd alle Europee del 2014 spingono il centrodestra all'angolo. Fino a oggi. Fino all'ultima sfida che giunge dall'instancabile Cav che nel frattempo ha risolto i suoi problemi con la giustizia. Berlusconi, parlando ai deputati di Forza Italia, garantisce che farà campagna elettorale per le Regionali, ma si spenderà solo in televisione e in comizi e iniziative al chiuso. No luoghi aperti per ragioni di sicurezza. Da queste elezioni potrebbe scaturire un passo verso il bipartitismo? Per ora solo annunci che, tuttavia, fanno sognare chi in Italia vede nel fusionismo e nel partito inclusivo una riscossa per il futuro.
Dopo Forza Italia ora Berlusconi sogna il "partito repubblicano"
L'ultima sfida del Cav: un partito all'americana, un contenitore aperto a tutti i moderati
