Politica

Il ddl corruzione va al rallentatore

Il ddl tornerà poi in aula martedì 24 e giovedì 25 "ma solo dopo il decreto sulle banche popolari" che scade il 25

Il ddl corruzione, all'esame della commissione Giustizia del Senato, approderà in aula domani, solo per la relazione sul testo in modo da consentirne l'incardinamento. È quanto ha deciso la capigruppo di Palazzo Madama. Il ddl tornerà poi in aula martedì 24 e giovedì 25 «ma solo dopo il decreto sulle banche popolari» che scade il 25. Il dl banca è stato inserito nel calendario anche domani, prima del testo anti-mazzette. «Noi- spiega il capogruppo M5S Andrea Cioffi- avevamo chiesto di lavorare sulla corruzione anche venerdì, sabato e domenica. Ci hanno risposto "no". È il solito modo della maggioranza per cincischiare». Loredana De Petris (Sel) sottolinea che «se giovedì non si sarà pronti con la relazione non si farà nemmeno quella». La capigruppo del Senato ha comunque deciso che oggi pomeriggio non ci sarà nulla in assemblea per consentire alla commissione Giustizia di proseguire con il voto sugli emendamenti, tra cui quello del governo sul falso in bilancio. «La lotta alla corruzione è lunga e difficile e deve impegnare lo Stato. In questi ultimi mesi governo e maggioranza hanno fatto molto», ha detto il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda, che ha aggiunto: «Penso al rilancio dell’autorità anticorruzione, alla nomina di Cantone, al ddl sull’anticorruzione che sta esaminando la Commissione giustizia del Senato e arriverà in Aula giovedì mattina. Adesso - ha sottolineato - occorre anche mettere l’accento sulla prevenzione. Ci sono alcune leggi da cambiare, a cominciare dalla legge obiettivo che prevede un cumulo di potere sbagliato poiché affida alle imprese appaltatrici anche la progettazione delle opere e la direzione dei lavori». «Durante il governo Renzi sono state approvate norme di grande portata innovativa - ha detto Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia - come quella con cui è stato introdotto il reato di autoriciclaggio che costituirà un formidabile strumento in mano ai magistrati per bloccare l’inquinamento dell’economia con capitali illeciti. Ora stiamo lavorando alle norme sulla corruzione, sulla prescrizione e sul falso in bilancio». Ferri ha proseguito: «Sulla corruzione e sulla prescrizione aumenteremo le pene ed allungheremo i termini di prescrizione. Sulla prescrizione siamo arrivati ad un testo equilibrato tra l'esigenza di non lasciare impuniti i reati dando ai giudici il tempo necessario per concludere i processi e quella di evitare che i processi abbiano una durata eccessiva (sospensione della prescrizione per 2 anni per celebrare l'appello e di un anno per il processo in Cassazione, con un ulteriore aumento per la corruzione). Sul falso in bilancio i tempi si sono allungati per cercare la soluzione migliore che permetta di raggiungere un punto di equilibrio tra le opposte esigenze da un lato di reprimere la criminalità economica e dall'altro di non penalizzare la libertà d'impresa». « L'obiettivo è quindi quello di approvare in fretta i disegni di legge attualmente in Parlamento ed intervenire ancora anche sul tema dei controlli preventivi amministrativi».

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