politica in tv

Il piano “Salis” sbarca su La7: il marito Brizzi le fa da regista

L’ospitata di Fausto Brizzi da Lilli Gruber. Altro che par condicio...

Giovedì sera su La7 a Otto e mezzo, nota brochure del campo largo, per fare le pulci a Giorgia Meloni hanno finanche convocato il marito di una possibile leader del centrosinistra. Ospite della conduttrice Lilli Gruber, assieme a Massimo Giannini e Andrea Scanzi, è intervenuto infatti il regista Fausto Brizzi, consorte della sindaca di Genova Silvia Salis. Scopo ufficiale dell’ospitata: commentare il recente caso del Salone Nautico, una polemica peraltro ingigantita dalle opposizioni visto che il centrodestra ha ricordato precedenti edizioni in cui il sindaco genovese allora in carica era in platea.

E a Otto e mezzo si è consumato il solito rituale: tre ospiti di sinistra su tre, una conduttrice idem, nessun contraddittorio vero. Sulla vicenda del Salone, Brizzi ha parlato di «errore di comunicazione» del centrodestra, che avrebbe regalato il titolo del giorno alla moglie, per poi lamentare che il centrosinistra non ha un trailer, cioè un film chiaro da proporre agli elettori. I consueti consigli televisivi al campo largo, insomma, la cui costituzione e composizione a La7 stanno particolarmente a cuore.

Il paradosso è che Otto e mezzo ha utilizzato come pretesto il film di Brizzi uscito in questi giorni, dal titolo Quasi vera, per fare propaganda politica alla moglie senza una voce di centrodestra che potesse replicare a quanto detto in studio. Siamo insomma arrivati al talk stile pensione di Cesenatico, a conduzione familiare. La litania «Oste, è buono il vino?» pareva di fatto risuonare in sottofondo mentre il regista parlava della consorte.

Non solo, più parodia che paradosso, il nuovo film di Brizzi è la storia di un aspirante attore che, grazie all’intelligenza artificiale, crea un’influencer virtuale bella e apparentemente perfetta che conquista milioni di follower. Titolo e trama sembrano insomma fatti apposta per commentare le polemiche su Salis, che in questa lettura appare un personaggio realizzato ad hoc, quasi uscito da un prompt. E il film pone una domanda beffarda: quanto siamo disposti a nasconderci dietro una versione idealizzata di noi stessi?

Il risultato è un cortocircuito: il regista di un film, che racconta una donna perfetta ma finta, difende in tv la moglie, politicamente in ascesa, accusata da più parti di essere una leader costruita a tavolino. Come la sua famosa copertina di Vanity Fair nella quale non si è lesinato su filtri Ai e luci D’Urso. E siamo solo all’inizio: l’ospitata maritale prelude a quella della sindaca a Che Tempo che fa per presentare il suo libro nel salottino bon chic bon genre di Fabio Fazio.

Film, libri e presenze televisive finanche coniugali: l’operazione Salis continua a spron battuto. Cosa ne penserà la povera Schlein?

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