Il corso di formazione per clown di corsia-base, ha la durata di un fine settimana. Quello invece di volontario per la fondazione FILE, è gratuito e insegna ad avvicinarsi gradatamente al tema del “fine vita”, accompagnando le persone malate alla fine del loro percorso, cercando di contribuire a migliorare la qualità della loro vita anche in questa delicata e ultima fase. Occorrono giubbe rosse, caschi blu e la missione di aiutare i cittadini in difficoltà, per chi frequenta il corso per diventare City Angels (fondati 21 anni fa, oggi contano 500 volontari sparsi in 18 città italiane e in Svizzera). Parte a febbraio e per “mettersi le ali” della solidarietà non si seguono corsie preferenziali ma la voce del cuore. Anche se chi alla fine porta a casa l’attestato deve superare un colloquio psico-attitudinale, frequentare un corso di formazione di due mesi con due lezioni serali settimanali della durata di 90 minuti l’una (in via Teodosio e nella palestra della Polizia locale, in via Bazzi). L’aspirante “angelo” impara tecniche di primo soccorso, psicologia, nozioni giuridiche e nozioni sulla grave emarginazione. In palestra ci si esercita su tecniche di squadra - avete mai visto un “angelo” della strada che se ne va in giro da solo? Loro circolano in gruppi – e wilding, ossia autodifesa istintiva e psicofisica. Il percorso termina con un esame, anche se la vera prova è la strada. La missione umanitaria è una sola per tutti e tre questi corsi: aiutare persone in difficoltà, assistere i senzatetto, contrastare la criminalità. Obiettivi che per molti sono una scelta di vita, per altri una vocazione, per qualcuno un modo per trasmettere qualcosa, non solo agli altri ma anche a se stessi. Perché chi mette il proprio tempo e le proprie energie al servizio degli altri, senza volere niente in cambio, non solo lavora per le persone, ma con le persone all’interno della propria comunità. È questa la direzione del lavoro futuro e diventa addirittura di moda tornare dietro i banchi di scuola: per mettere a frutto le proprie competenze e per migliorare le condizioni di vita delle persone più vulnerabili, chiunque esse siano. È quanto fanno ogni giorno i volontari della Croce Rossa Italiana, rispettando i Sette Principi di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Chi è tornato a studiare per lavorare negli ospedali, nelle case riposo, nei centri di accoglienza per migranti, sulle ambulanze, nei centri sportivi, nelle scuole e in situazioni di emergenza, ha seguito un corso formativo di 18 ore. Ma alla fine, dopo una prova finale, hanno conseguito una responsabilità tale nella loro opera, che fanno la differenza quando si scende “in campo” per fare di più. Lo sanno anche quanti frequentano i corsi di formazione della protezione civile: durata minima di 24 ore con test finale ed aggiornamenti annuali di 8 ore (e anche più). Ma la new entry nel sociale, riguarda la figura del volontario in Cure Palliative. Schierato in prima linea tanto nel sostegno alla persona affetta da patologie inguaribili e alla sua famiglia, quanto in attività di marketing e fundraising indispensabili all’organizzazione generale e al sostentamento delle attività dell’Hospice di Piacenza dell’Associazione Insieme per l’Hospice.
Come «formarsi» per la solidarietà
Dai clown ai City Angels alla protezione civile
