È sempre più vicina la fine dell’affidamento ai servizi sociali per Silvio Berlusconi. Ieri, infatti, i legali dell’ex premier hanno depositato al Tribunale di sorveglianza di Milano una richiesta di liberazione anticipata di 45 giorni dalla condanna per frode fiscale comminatagli al termine del processo Mediaset. Nella richiesta, firmata dallo stesso Berlusconi, si legge: «Il progetto rieducativo si è arricchito dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità, da cui ha accolto con entusiasmo uno spunto di riflessione sulla condizione degli anziani». Se la richiesta dovesse essere accolta, come tutto lascia supporre, Berlusconi avrebbe finito di scontare la sua pena già a marzo, dato che il periodo trascorso a Cesano Boscone è partito ufficialmente il 23 aprile 2014, data nella quale l’ex premier accettò le dodici prescrizioni impostegli dal Tribunale di sorveglianza. Conti alla mano, Berlusconi recupererebbe tutti i suoi diritti - fatta eccezione dell’eleggibilità, impedita dalla legge Severino - prima del 10 marzo. In particolare, l’ex premier potrebbe tornare a spostarsi liberamente su tutto il territorio nazionale e senza limiti di orario. La decisione del Tribunale di sorveglianza potrebbe arrivare già la prossima settimana. Non si esaurisce qui l’offensiva «legale» del leader azzurro. Ieri, infatti, i suoi avvocati hanno anche impugnato la decisione di Bankitalia di costringere Fininvest a vendere buona parte delle sue quote in Mediolanum, sempre come effetto della condanna per frode fiscale nel processo Mediaset. Il 7 ottobre scorso Bankitalia e l’Ivass avevano disposto la dismissione della partecipazione eccedente il 9,9 per cento detenuta indirettamente in Mediolanum dal Cav per la perdita dei requisiti di onorabilità previsti dalla legge.Nei mesi scorsi, in realtà, Fininvest si era messa al lavoro proprio per ottemperare alle richiesta di Bankitalia, avendo dato mandato al proprio ad, Pasquale Cannatelli, di discutere con via Nazionale tutte le caratteristiche della cessione, che sarebbe dovuta avvenire nel giro di due anni e mezzo. Non si esaurisce ovviamente qui la battaglia legale del leader di Forza Italia, che ieri ha fatto ritorno a Roma per incontrare alcuni coordinatori regionali del partito. In cima ai pensieri di Berlusconi, infatti, resta la pronuncia della Corte Europea sui suoi due ricorsi presentati contro la legge Severino. Una pronuncia attesa ormai per l’estate e che, l’ex premier ne è sicuro, gli restituirà in toto l’agibilità politica, compresa la possibilità di candidarsi prima che siano passati altri cinque anni. Il ricorso degli avvocati dell’ex Cavaliere si basa sull’illegittimità dell’applicazione nel suo caso della legge Severino, perché sarebbe stato violato il principio giuridico della non retroattività. Non si esauriscono qui le speranze di Berlusconi. Se anche il ricorso a Straburgo non dovesse dare gli esiti sperati, resterebbe comunque la carta della riabilitazione, che l’ex premier potrebbe chiedere tre anni dopo aver finito di scontare il suo debito con la giustizia. Teoricamente, nel marzo del 2018. Appena in tempo per candidarsi alle prossime politiche. Sempre che la legislatura arrivi a naturale scadenza.
Chiesto lo sconto, per Silvio fine pena a marzo
Presentata l’istanza di liberazione anticipata: lo stop ai servizi sociali arriverebbe 45 giorni prima
