Politica

La Camusso strilla, Lupi china il capo

Il ministro aveva precettato i ferrovieri. Poi interviene il premier e arriva la retromarcia

La Camusso strilla e Lupi s’adegua e piega il capo. Succede tutto il poche ore. Il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti emana un’ordinanza con cui precetta i ferrovieri al punto che Fs dirama poi una nota con cui si avvisa per lo sciopero di oggi i treni saranno regolari. La Cgil protesta per la decisione del governo Susanna Camusso attacca duro e dichiara che lo stop allo sciopero «rimane un atto gravissimo» e «un intervento a gamba tesa» contro la protesta sindacale. Per la leader Cgil la precettazione avviene con «un’esplicita violazione delle norme di legge, che viene strumentalmente usata» perché lo sciopero generale è stato proclamato «oltre un mese fa». Matteo Renzi va nel panico preoccupato per le continue proteste e prova a mediare: «Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione e noi lo rispettiamo. Il fatto che io non sia d’accordo sullo sciopero non toglie che la protesta domani (oggi, ndr) si faccia, sia ben organizzata e gestita e, conoscendo le organizzazioni sindacali che lo hanno programmato, nel rispetto delle opinioni diverse, credo che domani filerà tutto liscio». In serata Lupi fa retromarcia e revoca la precettazione spiegando che ha accolto con favore il fatto che i sindacati hanno ridotto la protesta di un’ora. Quindi dichiara: «Ho voluto difendere il diritto alla mobilità dei cittadini». E nello stesso tempo, «ho ritenuto di dover dialogare con i sindacati coinvolti per contemperare entrambi i diritti». La soluzione, per il ministro, è stata raggiunta quando «i sindacati hanno ridotto il tempo sia dello sciopero di domani (oggi, ndr) - che finisce alle 16 invece che alle 17 con un grande vantaggio per i pendolari - sia di quello di sabato e domenica che salva la fascia serale di sabato iniziando alle 24 invece che alle 21». Lo sciopero generale di oggi, lo ricordiamo, è stato indetto da Cgil e Uil e prevede una giornata di astensione in tutti i luoghi di lavoro di otto ore, con 54 manifestazioni che si svolgeranno lungo l’intero Paese, per chiedere, come si legge nella piattaforma sindacale, «a Governo e Parlamento di cambiare in meglio la legge sul lavoro e la legge di stabilità, rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e e la creazione di nuova e buona occupazione». Spiega una nota Cgil che due saranno i «punti di riferimento»: la piazza di Torino con Camusso, e quella di Roma con Barbagallo. A Roma corteo alle 9 a Piazza dell’Esquilino da lì partirà il corteo che raggiungerà Piazza SS. Apostoli. Lo sciopero impatterà anche sul trasporto pubblico cittadino. A Roma dalle 9 alle 17 sarà a rischio l’intera rete di trasporto Atac, in particolare le corse di autobus, tram, filobus, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Civita-Viterbo. A Milano invece l’agitazione è prevista dalle 19 al termine del servizio sull’intera rete. A Bologna bus fermi dalle 8.30 alle 16.30. A Napoli invece la Sita si fermerà dalle 9 alle 17 per otto ore, mentre i mezzi Eav saranno fermi per tutta la giornata.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.