Politica

Salvini trionfa (ma la Lega si restringe)

Doppiata Forza Italia nonostante 60mila consensi in meno rispetto al 2010 «Ora voglio il 51%. Dalle elezioni un segnale: sbarcheremo al Centro e al Sud»

«Un risultato storico. Dal voto in Emila Romagna arriva un segnale chiaro che ci chiede di costuire un partito anche al Centro e al Sud. Punto al 51%». Non si nasconde Matteo Salvini, vincitore indiscusso (e annunciato) della tornata elettorale. Un risultato oltre le più rosee previsioni, anche se a ben vedere, nella regione più «rossa» d’Italia il Carroccio, rispetto alle Regionali del 2010, ha lasciato per strada quasi sessantamila voti, passanto in termini assoluti da 288mila consensi a 233 mila. Ma non è quello il dato che oggi interessa a Salvini. Ciò che conta è aver resuscitato un partito che alle Politiche del 2013, dopo lo scandalo Belsito, in Emilia si era fermato sotto i 70mila consensi, con una percentuale tra il 2 e il 3%. Ancora più importante, però, è che il quasi 30% raccolto dal candidato governatore Alan Fabbri ha significato il sorpasso di Forza Italia. Il partito di Berlusconi è stato addirittura doppiato. La Lega è diventato il secondo partito d’Italia, l’unico il cui leader oggi può apertamente sfidare Matteo Renzi. Non a caso, è proprio il premier il protagonista delle prima dichiarazioni a caldo di Salvini: «Il pallone Renzi si sta sgonfiando. La Lega vola, la nostra comunità cresce ovunque. Pochi amici fra i potenti, tanti amici fra la gente» scrive su Twitter. Salvini è un fiume in piena: «Il mio problema non era superare Forza Italia o fare una prova di forza all'interno del centrodestra - spiega - la mia scommessa, da questo punto di vista riuscita, è dimostrare agli italiani, partendo dall’Emilia Romagna, che l’alternativa a Renzi c’è». «Un risultato - aggiunge - che mi permette di cominciare a girare l’Italia da Nord a Sud perché voglio arrivare al 51%». Ovviamente il dato del Carroccio cambia gli equilibri nel centrodestra. E Salvini punta a far pesare subito la situazione, attaccando Berlusconi sull’accordo con Renzi: «Alla gente normale del patto del Nazareno non gliene può fregare di meno. Queste cosiddette riforme sono tragiche, pensiamo alle Province». «Io non capisco - insiste - perché Berlusconi insista nel sostenere delle riforme che stanno massacrando il Paese. I risultati economici sono da Dopoguerra, io non sostengo chi mi sta ammazzando». Dal punto di vista delle alleanze, Salvini sostiene di avere a cuore le sorti del centrodestra. Ma al tempo stesso continua a tenere le porte chiuse all’Ncd: «L’idea di allearmi con Alfano non mi sfiora neanche lontanamente. Non sono nemico di nessuno, ma se vuoi costruire l’alternativa a Renzi non ci governi assieme». «Speriamo che il dibattito insieme a Forza Italia si sviluppi in maniera rapida - ha aggiunto il leader del Carroccio - nel rispetto delle autonomie e delle identità, con un dibattito serio sule percorso del federalismo». «A Berlusconi direi che è l’ora di finirla di soccorrere Renzi - la conclusione - perché in un momento in cui "stiamo cercando di essere maggioranza in Italia e di costruire un’alternativa, non puoi appoggiare pseudo riforme che sono un danno per il Paese».

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