Politica

Io, lady Mastella e il mio calvario

di Sandra Lonardo Mastella

Raccontare il patimento subito in questi sette anni è arduo. Siamo apparsi agli Italiani e al mondo, come le persone della casta, quelle da evitare , ci sono piovute addosso accuse di tutti i tipi, provvedimenti coercitivi davvero singolari  come per esempio «l'obbligo di dimora», piuttosto che il «divieto di dimora» nella mia amata Campania, (che mi ha visto confinata a Roma per ben lunghi nove mesi), oltre che al «classico» arresti domiciliari. Ho letto e riletto le migliaia e migliaia di pagine, solo in questi ultimi giorni, perché all’epoca mi ero potuta soffermare solo sulle accuse, per non morire di crepacuore, e siccome la mia coscienza era pulitissima, mi faceva tanto dolore sfogliare quegli innumerevoli faldoni, che altro non erano che intercettazioni telefoniche con sunto finale del Carabiniere di turno davvero molto singolare. I miei avvocati, sono stati i miei primi psicologi, mi hanno aiutato a non impazzire. È davvero una cosa difficilissima difendersi da accuse non veritiere, credetemi!!!!! Non ho mai attaccato nessuno, avendo rispetto del lavoro di tutti, ho avuto a tratti pietà per quelle persone che mi hanno confinato senza forse neppure leggere attentamente le carte. Eppure si gioca con la vita delle persone. Mi dovrebbe confortare il fatto che sono migliaia i cittadini che giornalmente debbono combattere questo sistema del carcere preventivo... Non è giusto! Non è umano! Non è corretto! Dopo tante accuse, dopo tanta sofferenza, dopo tanto danno subito, psicologico ed economico, in questi ultimi tempi arrivano assoluzioni ed archiviazioni, riportando le parole dell’avv. Forgiuele che ha dato alla stampa proprio nel tribunale alla fine dell’ascolto della senteza di assoluzione di un ennesimo processo: «di tutto l'impianto accusatorio del 2008 resta solo un processo, i miei assistiti sono persone perbene». Dovrei esultare, essere contenta. Invece no!!!!!! Sono commosssa ed addolorata per tutto questo calvario che ho dovuto vivere, mio malgrado, io e la mia splendida famiglia. Chi ci ripagherà dei danni? Chi ci ridarà la gioia di vivere insieme ai tanti che condividevano il nostro progetto politico, che altro non era che essere a fianco dei cittadini; di quei cittadini che non hanno voce, che sono dimenticati, soprattutto dalle nostre parti, nel Sud. Voglio gridare al mondo e vorrei far giungere il mio grido di allarme a tutti quei Politici e Magistrati che hanno cuore e sensibilità, vorrei dir Loro, che bisogna porre fine alla estenuante contrapposizione tra politica e magistratura: chi sbaglia deve pagare, e questo deve valere sia per il Politcico che per il Magistrato sia per il semplice cittadino. Non vorrei mai piu assistere a casi di persone che devono soccombere perché incappate nelle maglie della Magistratura e che debbono pagare ancora prima di verificare se siano colpevoli o meno. Il problema dell giustizia non è prescrizione sì, prescrizione no, cui pure si può mettere mano, sono i tempi ritardati con cui anche il mio caso, ma è il caso di tanti, cui va la mia solidarietà umana, a constatare che il ritardo è comunque una pena, e che pena!!! Paradossalmente un processo, che come il mio, finisce comunque a distanza di anni, con un risvolto positivo, fa ancora più male. L’innocenza riconosciuta con ritardo, con incredibile ed ingiusto ritardo è difficile da comprendere e da sopportare. Senza parlare poi di quale enorme distanza corra come è stato nelle nostre vicende tra i titoli di testa, quando siamo stati messi ingiustamente sotto accusa e l’esito odierno in cui non siamo neppure nei titoli di coda dei piu prestigiosi quotidiani nazionali. Spero che i politici non abbiano timore reverenziale e finalmente mettano mano ad una riforma della giustizia dove sia prevalente il rigore, ma anche tanta umanità.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.