Nel corso del suo intervento di ieri nell’aula Giulio Cesare il sindaco Marino ha imputato la sua profonda crisi a “l’opera di poteri forti che non gradiscono la sua opera”. Credo che siano in molti ad interrogarsi su quali siano questi poteri forti che congiurano contro il povero Ignazio. L’oscura burocrazia comunale che lo ha invischiato nel pasticcio delle multe non pagate? Giove Pluvio che continua ad allagare la nostra Capitale non con le alluvioni liguri ma con i modesti acquazzoni romani? Tutto il Partito Democratico che ormai manifestamente non lo sopporta più? Oppure, molto più semplicemente, il potere forte del popolo romano che non vede l’ora di liberarsi di un’amministrazione manifestamente inadeguata? In questa vicende della «panda rossa» quello che stride di più non sono tanto le multe non pagate, perché tutto potrebbe ridursi ad un pasticcio nato dalla disattenzione. Il problema è che questa colpevole disinvoltura di Marino si sovrappone alla sua arroganza pedagogica e dirigista contro gli automobilisti e in generale i cittadini romani. Lo spietato pedonalizzatore dei Fori e del Tridente, il censore severo che ha aumentato le tariffe sulla ztl e sulle strisce blu, cancellando anche gli abbonamenti, il nemico delle auto che promette di mettere il ticket per entrare perfino nell’anello ferroviario, può permettersi di scivolare proprio su una vicenda di parcheggi illegali e ingressi non autorizzati nella ztl della propria auto, non si sa guidata da chi? Questa durezza nei confronti di automobilisti già vessati dallo storico traffico romano, come le rigidità con cui vengono trattate le questioni dei tavolini dei commercianti e delle soste degli ambulanti, fa da contraltare all’assoluto lassismo con cui fino ad oggi sono stati trattati immigrati clandestini, nomadi e abusivi di ogni genere. Il normale cittadino romano viene richiamato alla disciplina e alla legalità per rispettare le più astruse normative comunali ma chi delinque, sporca e degrada la nostra città deve essere tollerato in nome del buonismo ideologico di sinistra. Non solo: il sindaco iperlegalitario è anche colui che viola ostentatamente la legge per registrare matrimoni omosessuali contratti all’estero. Insomma, a tutto c’è un limite e questo limite il sindaco Marino lo ha ormai superato e non sarà un rimpasto di Giunta a salvare il suo destino politico.
Sindaco inadeguato e arrogante
di Gianni Alemanno