Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha inviato ieri una missiva di fuoco al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e al suo vice, con mandato per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività, Jyrki Katainen. Il professore ha stilato un’articolata «lettera tecnico-politica per denunciare gli imbrogli della legge di stabilità di Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, ai fini di una corretta valutazione della stessa da parte della Commissione europea in vista del suo giudizio», previsto per il 24 novembre. E questo «con il rischio concreto - ha affermato il capogruppo azzurro a Montecitorio - dell’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia». Le accuse mosse da Brunetta a Renzi non sono diverse da quelle strillate ieri dalla piazza, durante la manifestazione di Milano. Per Brunetta «le misure contenute nella manovra del Governo rallentano la crescita italiana, invece che stimolarla. E sarà molto ma molto difficile che il nostro Paese rispetti i target del patto di Stabilità e di Crescita non solo nel 2015, ma anche negli anni successivi». Risponde piccata l’europarlamentare del Pd, Simona Bonafè: «Brunetta che scrive a Juncker e a Katainen una lettera "tecnico politica" sulla legge di stabilità italiana è un fatto ridicolo. Brunetta ha la memoria corta. Nel 2011, quando era ministro della Pubblica Amministrazione, arrivò una pesante lettera di richiamo dell'UE per le miopi politiche economiche portate avanti da quell'esecutivo, le cui conseguenze sono ancora sotto gli occhi di tutti e di cui ancora il Paese sta pagando un prezzo molto caro. Quella di Brunetta è la mossa di chi ormai è costretto a mettere a repentaglio gli interessi nazionali del suo Paese pur di avere un minimo di visibilità, dopo che il suo stesso partito lo ha messo nell'angolo». Le fa eco Edoardo Fanucci componente della Commissione Finanze Pd. «Sentir pontificare sulla legge di Stabilità chi occupava una poltrona di rilievo nel governo che, nel 2011, subì l’onta della lettera con cui la Bce ci mise in mora per la disastrosa e pasticciata gestione dell’economia italiana è semplicemente fenomenale. Probabilmente - aggiunge - quando parla di noi, continua a pensare alla sua infelice esperienza». «Che per vanagloria si lavori per sporcare l’immagine del proprio Paese - prosegue - è una cosa che si commenta da sé. Normalmente le affermazioni di Brunetta rientrano nella sua ben nota straripanza verbale, una continua esondazione di teorie e congetture che durano il tempo di un sospiro. Oggi va oltre non accorgendosi di essere dannoso, soprattutto per la sua credibilità, ma anche di aver superato la soglia del ridicolo». Brunetta ha rintuzzato le critiche: «Dopo la ridicola e sbadata Bonafè arriva tale Fanucci a mettere una pezza. Ci verrebbe da dire: Fanucci chi? Avanti un altro per favore e soprattutto con argomenti che entrino nel merito della lettera inviata a Juncker e a Katainen. No perditempo».
Brunetta a Juncker: Matteo imbroglia
Il capogruppo alla Camera di FI scrive e denuncia gli imbrogli della legge di stabilità
