Politica

Su Ingroia Cuffaro dice il vero, ma lo dice male

Condannato per aver detto la verità. Salvatore Cuffaro, l’ex governatore della Regione Sicilia in carcere con l’accusa di aver favorito la mafia, dovrà risarcire con 60mila euro l’ex pm Antonio Ingroia. A stabilirlo è stato il tribunale di Caltanissetta, che si è espresso su una querela di Ingroia relativa alle parole pronunciate da Cuffaro nella puntata di «Anno Zero» del 16 novembre 2006. Quel giorno l’allora esponente dell’Udc venne intervistato a proposito di un incontro avuto con Michele Aiello, un imprenditore poi condannato per mafia. «L’ho incontrato e non me ne vergogno», rispose Cuffaro, che poi aggiunse: «Aiello, tre giorni prima che venisse arrestato, è andato a cena con un magistrato della procura della Repubblica di Palermo: il dottor. Ingroia». Da qui la denuncia dell’allora pm. In una memoria difensiva, i legali di Cuffaro, Salvatore Ferrara e Francesco Panepinto, respingono l’accusa facendo notare che le parole di Cuffaro non sono «acclaratamente false e diffamatorie», come sostenuto da Ingroia, perché dall’istruttoria emerge «in maniera incontrovertibile che la cena tra Aiello e Ingroia è un fatto realmente accaduto». Nella stessa memoria si fa inoltre notare che Ingroia, sentito al processo, ha sostenuto che Aiello gli venne presentato «alcuni anni prima delle vicende giudiziarie che lo coinvolsero»; che gli venne presentato come «persona affidabile, titolare di una impresa che avrebbe potuto svolgere i lavori di ristrutturazione di un immobile» del padre; che la frequentazione è durata «alcuni anni»; che «la cena avvenne» e che i due hanno intrattenuto rapporti di natura economica. Nonostante queste certezze (anche se l’incontro fra Ingroia e Aiello non avvenne tre giorni prima dell’arresto), il giudice ha condannato Cuffaro perché, scrive, «pur essendo veri i singoli fatti rappresentati», Cuffaro li avrebbe «accompagnati da sollecitazioni emotive, sottintesi, accostamenti, insinuazioni, allusioni o sofismi» che hanno dato una falsa rappresentazione. Fatti veri, sofismi inaccettabili: il carcerato Cuffaro paghi 60mila euro. Senza sottintesi.

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