Le banche italiane risentono della crisi economica che ha peggiorato la qualità del credito accentuando la difficoltà ad ottenere il rimborso di quanto erogato. Gli esami della Bce, gli attesi stress test, confermano le note difficoltà degli istituti italiani che hanno registrato la maggior svalutazione degli attivi in Europa, dovendo correggere valori iscritti a bilancio per 12 miliardi, più di quanto fatto in Grecia (7,6 miliardi) mentre la Germania si ferma a 6,7 miliardi. La valutazione condotta dalla Bce per dieci mesi sui 130 maggiori istiuti bancari si è conclusa con la bocciatura di 25 banche che hanno rivelato una carenza di capitale pari a 25 miliardi. Un numero che scende a quota 13 se si considerano gli aumenti di capitale effettuati nel corso del 2014, per circa 9,5 miliardi di ammanco. Nove le banche italiane inizialmente bocciate che diventano quattro se si escludono quelle che hanno già rafforzato il patrimonio tra gennaio e settembre scorsi (Banco Popolare, Bper, Popolare di Sondrio, Creval e Veneto Banca), per poi scendere a due se si considerano che Bpm e Popolare di Vicenza hanno effettuato altre operazioni di irrobustimento patrimoniale. Restano quindi in due, Monte dei Paschi e Carige, a dover rafforzare il capitale, rispettivamente per 2,11 miliardi e 814 milioni. In questo scenario, comunque, arrivano le assicurazioni di Bankitalia e Tesoro: il sistema è solido, non ci sono rischi per i risparmiatori. A pesare, puntualizza Via Nazionale, in una simulazione «apocalittica, quando ancora non siamo all'apocalisse», solo le ipotesi di crescita bassa e i pochi aiuti pubblici concessi. Il presidente dell’Abi, Patuelli, ha rimarcato la «solidità del sistema bancario» e ha evidenziato che «gli stress test hanno ipotizzato per l'Italia scenari particolarmente estremi e solo su questi teorici scenari si sono rivelate alcune necessità di rafforzamenti patrimoniali». Gli istituti che presentano carenze sono tenuti a predisporre piani patrimoniali entro due settimane e per ripianare l’ammanco avranno fino a nove mesi di tempo. Carige ha assicurato di essere pronta a garantire la copertura della carenza di capitale con «un aumento di capitale per un importo non inferiore a 500 milioni» e operazioni di dismissione delle attività del gruppo «nel comparto assicurativo e nei settori del private banking e credito al consumo». Monte dei Paschi ha comunicato che il cda «ha avviato l'esame delle potenziali azioni da includere nel Capital Plan che verrà sottoposto all'approvazione delle Autorità di Vigilanza entro i termini previsti dalla normativa». La Fondazione ha sottolineato che considera «strategico l'investimento nella Banca che verrà costantemente monitorato anche in relazione ad eventuali operazioni straordinarie».
Mps e Carige devono rafforzare il capitale
Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Le banche italiane risentono della crisi economica che ha peggiorato la qualità del credito accentuando la difficoltà ad ottenere il rimborso di quanto...