Sono tanti i motivi che portano a vivere in solitudine. L’insicurezza, la sfiducia e anche un insopprimibile desiderio di stupire ad ogni costo possono condurre facilmente all'isolamento, e a non capire la durezza dei tempi, le difficoltà delle persone, la richiesta di affrontare un abbandono che macina degrado. La fotografia in chiaro scuro della nostra città non arriva da un sondaggio, magari prodotto e diffuso da chi si accontenterebbe di un semplice maquillage. È la città stessa, nelle sue dinamiche sociali ed economiche, a indicare i limiti di una amministrazione che propone comportamenti e «agende» distanti dalla vita reale. Amministrare dopo la pessima prova di Alemanno sembrava una passeggiata e, invece, si sta rivelando un’impresa ardua, perché senza idee non si governa Roma. E idee il Campidoglio non ne produce. C'è un vuoto attorno al governo della città e non accorgersene, far finta di niente, aggiunge guasti a guasti. Ai primi di giugno avevo rivolto un appello al sindaco a pensare ad una ripartenza. Non a rimpasti e rimpastini, ma a precisare la sua visione della Capitale e a riflettere sugli uomini adatti all'impresa e in grado di chiamare a raccolta la città su alcuni obbiettivi da raggiungere: manutenzione innanzitutto, e poi, sicurezza, mobilità, lavoro. Gli ultimi quattro mesi invece, sono stati spesi a parlare d'altro. Con cinismo, ogni attenzione è stata rivolta ad operazioni improvvisate sul centro storico. Alla qualità della vita degli abitanti di Grotte Celoni nessuno ha mai prestato tanta attenzione. E che dire di una coalizione in cui i tratti e il peso di piccoli partiti e liste civiche sembrano dominare rispetto al consenso ottenuto dal Partito democratico alle comunali e confermato alle europee del maggio scorso? Il sondaggio di ieri, francamente, non mi ha impressionato. Non è stato un fulmine a ciel sereno. Lo scarto fra ceto politico e opinione pubblica è evidente. Così come lo è la voglia di profonda discontinuità che esprimono i cittadini di Roma.
Senza idee non può governare
di David Sassoli, Eurodeputato del Pd