Stavolta Renzi ha esagerato, Grillo non glielo perdonerà. Il premier in trasferta ad Assisi ha celebrato San Francesco. L’ha ricordato citando alcune sue frasi, legandole all’impegno dei politici. Ne ha attualizzato il messaggio. Come sa fare Renzi, richiamando tutti a rigare dritto, a seguire l’interesse dei cittadini e, magari, ad essere più tolleranti con compagni di partito e avversari. Tutto nel giorno in cui il MoVimento 5 Stelle festeggia il suo quinto compleanno. Il «non partito», infatti, è nato il 4 ottobre del 2009, nel giorno di San Francesco, proprio per sottolineare la «povertà» che sarebbe necessaria per governare il Paese e che, invece, i politici tradizionali hanno sempre tradito. Ecco perché raccontano di un Beppe Grillo infastidito dalla mossa del premier, che si è intestato l’ennesima intuizione a 5 Stelle. Le recriminazioni dei pentastellati, infatti, sono parecchie. Prima Renzi ha «scippato» al MoVimento il tema dell’antipolitica, con le proposte di ridurre numero di parlamentari e stipendi, all’epoca rivolte al Pd di cui era minoranza. Non se ne è fatto ancora niente ma il premier è ottimista, benché impegnato in un lungo braccio di ferro per cancellare il Senato. Poi è stata la volta del reddito di cittadinanza, che il governo ha rilanciato proprio nei giorni scorsi. Si tratta di un’altra proposta forte degli attivisti 5 Stelle. Ci mancava soltanto che il premier celebrasse San Francesco. Che delusione per Grillo! Eppure il 18 aprile 2013 in un comizio a Grado il comico genovese era stato netto e aveva tirato in ballo anche il cardinale Bergoglio, da poco arrivato a San Pietro: «Papa Francesco è un grillino!» aveva rivendicato. A giugno, a Siracusa, aveva pure confermato: «Il Papa ci ha copiato, si è grillizzato». Del resto Bergoglio, diventato pontefice, aveva scelto proprio di prendere il nome di Francesco d’Assisi. Poche settimane fa, in un’altra iniziativa, Beppe s’è spinto oltre e, a modo suo, ha annunciato sorridendo: «Bergoglio s’è iscritto al blog». San Francesco è uno dei punti di riferimento ideali del MoVimento. «Il poverello di Assisi cambiò il mondo e salvò la Chiesa cattolica dalla disgregazione con la forza dell’esempio e la rinuncia a ogni bene terreno», hanno scritto Grillo e il suo alter ego Casaleggio nel libro Siamo in guerra (Chiarelettere). Un principio collegato a internet. «La Rete è francescana, anticapitalista: nel Web le idee e la loro condivisione valgono più del denaro». Ecco dunque il contrasto con «gli altri»: «I partiti vivono di soldi, di lobby, di strutture sul territorio: sedi, uffici stampa, dipendenti, giornali. In Rete tutto questo è un disvalore, non serve». Chi meglio di Francesco d’Assisi poteva indicare la strada al MoVimento 5 Stelle? Per questo Gianroberto Casaleggio, molto attento anche alla simbologia, ha deciso, il 4 ottobre 2009, di riunire tutti gli attivisti in un teatro di Milano per dare vita alla sfida politica dei simpatizzanti del comico genovese. Dal canto suo, Renzi, che di comunicazione se ne intende, non ci ha pensato un secondo e ha rilanciato. I 5 Stelle attaccano, comunque. Ieri sul blog di Grillo è stato il deputato Riccardo Fraccaro ad accusare il premier: «Come se non bastasse il clamoroso fallimento del bonus di 80 euro, Renzi insiste con la strategia del voto di scambio annunciando che ci saranno altri 100 euro in busta paga per tutti. E magari un set di asciugamani in omaggio per asciugare le lacrime».
E Beppe rivendica San Francesco
Stoccata al premier per il Santo cui si ispira il MoVimento (nato il 4 ottobre)
