Politica

Emorragia di iscritti per il Pd di Matteo

Nel 2013 perse 400 mila tessere. Fassina attacca il premier: "Oltre a dedicarsi alla Leopolda pensi al partito". Guerini. "Numeri a caso"

La bomba l'ha lanciata questa mattina Repubblica, con un articolo di Goffredo De Marchis. Il Pd di Matteo Renzi, che tanto piace agli elettori, piace un po' meno (un bel po' meno) ai militanti. Che si stanno ritirando in massa. Secondo il quotidiano di Ezio Mauro nel 2013 il partito ha perso 400 mila iscritti e ora sarebbe fermo a quota 100 mila tessere. Un po' poco per gli eredi di Pci e Dc, due partiti che sulle tessere (vere o false) fondavano la loro stessa esistenza. Proprio per questo non è detto che si tratti di un caso. In fondo Renzi ha sempre fatto capire chiaramente che il suo modello di partito è un altro. Più "liquido", senza le sovrastrutture del passato. E fin quando le urne sono piene, chi se ne importa delle tessere. Certo, si obiettierà, meno iscritti vuol dire anche meno soldi in cassa. Cosa non proprio in linea con la rivoluzione renziana che sogna forze politiche in grado di sopravvivere solo con i finanziamenti dei cittadini. Fatto sta che l'articolo di Repubblica diventa l'occasione per l'ennesimo scontro tra maggioranza e minoranza del Pd. Attacca Stefano Fassina attraverso Facebook: "Matteo Renzi, oltre a dedicarsi a organizzare la Leopolda per i suoi fedelissimi, dovrebbe innanzitutto preoccuparsi di organizzare un'assemblea nazionale dei coordinatori dei circoli del Pd. Non è più il sindaco di Firenze in competizione per la leadership del partito. È il Segretario Nazionale del Pd da quasi un anno. In un momento così impegnativo per il Pd, alle prese con una virata programmatica sul lavoro, un crollo degli iscritti e il taglio drammatico delle risorse sarebbe utile ascoltare chi tra mille difficoltà è impegnato sul territorio. Il Pd è un prezioso bene comune. Prima il Pd". Rincara la dose Pier Luigi Bersani: "Lo Statuto dice che il Pd è un partito di iscritti e di elettorì. Ovviamente se diventasse solo un partito di elettori diventerebbe un'altra cosa...Uno spazio politico e non un soggetto politico. Ma non siamo a questo e non finiremo lì". La risposta, molto meno articolata, arriva dal vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini che su Twitter replica all'ex direttrice di Youdem (e bersaniana di ferro) Chiara Geloni:      @lageloni @Gogodemarchis sarebbe bello che non venissero diffusi dati a caso... — Lorenzo Guerini (@guerini_lorenzo) 3 Ottobre 2014     Poi, sollecitato, il vicesegretario dà i suoi di dati. "Le notizie sul numero degli iscritti al PD pubblicati oggi su organi di stampa e sui cui si sta costruendo una polemica inutile e strumentale, sono infondate - scrive in una nota -: il tesseramento del Partito Democratico è iniziato il 25 aprile del 2014, le tessere sono state distribuite a partire dal mese di giugno, e terminerà il 31 dicembre 2014. Le cifre sono decisamente superiori". "Al momento - prosegue - le cifre sugli iscritti che provengono dai territori sono comunque, decisamente superiori ai dati riportati. Come è noto la prima parte dell'anno ha visto impegnato tutto il partito, circolo per circolo, ad affrontare con tutti gli sforzi possibili la campagna elettorale per le Europee, i sindaci e le regioni al voto, dedicando la seconda parte dell'anno ad attività più ordinarie come il tesseramento. I risultati ci hanno dato ragione: il Pd al 40,8% con 11.203.231 voti, primo partito in Europa sopra la Cdu; tre regioni vinte (Piemonte, Abruzzo e Sardegna), e la gran parte dei comuni vinti. Tra settembre e ottobre, si sono svolte e si svolgeranno, feste dell'Unità e iniziative, dedicate al tesseramento, decise negli incontri tra il partito nazionale e i territori. Dalle informazioni che arrivano dai territori l'andamento del tesseramento per il 2014 procede naturalmente, e pur essendo evidente a tutti che siamo in un anno non congressuale i numeri sono in linea con gli anni precedenti. Tra l'altro, i dati del 2013, sono in corso di verifica. Spiace che qualcuno, basandosi su proiezioni inventate, apra una polemica inutile".

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