I dipendenti di Camera e Senato sono sul piede di guerra. Oggi in contemporanea nei due Palazzi si riuniranno i rispettivi uffici di presidenza con all’ordine del giorno l’approvazione dell’accordo sul riordino delle retribuzioni proposto a luglio. In realtà non si tratta di un accordo ma di una decisione unilaterale contro la quale i dipendenti dei due rami del Parlamento sono pronti a opporsi a colpi di ricorsi davanti al giudice del lavoro. Nei corridoi di Montecitorio c’è chi sostiene che si tratta di un’operazione più di facciata che di sostanza perchè i ricorsi daranno ragione ai dipendenti e alla fine tutto si tradurrà in una bolla di sapone. I più agguerriti chiederanno anche i danni determinati dai tagli a ciascuno dei 21 deputati che compongono l’Ufficio di presidenza della Camera e ai 17 del Consiglio di presidenza del Senato. L’obiettivo di questa riforma è di arrivare entro dicembre all’unificazione delle due amministrazioni con il ruolo unico dei dipendenti e l’accorpamento dei servizi. Questa riorganizzazione dovrebbe consentire risparmi entro il 2018 di 60 milioni per la Camera e di 36 per il Senato. Il piano prevede l’introduzione di limiti massimi (240 mila euro) per i consiglieri parlamentari, ma anche per tutte le qualifiche intermedie e più basse. Per gli stenografi il tetto è fissato in 172 mila euro, per i documentaristi, ragionieri e tecnici in 166 mila, per i segretari di Camera e coadiutori del Senato in 115 mila. I collaboratori tecnici della Camera avranno un limite massimo in 106 mila mentre i commessi dei due rami del Parlamento non potranno andare oltre i 99 mila euro. I più colpiti sono i due segreari generali: Ugo Zampetti di Montecitorio e Elisabetta Serafin del Senato. Questi finora hanno percepito una retribuzione complessiva annua di 478 mila euro al lordo degli oneri previdenziali. Ora con la riforma si vedranno dimezzare lo stipendio. Il tso dopo il voto di oggi diventa operativo a tutti gli effetti ma la bataglia non finisce. Si sposta nelle sedi legali.
Scure sugli stipendi di Camera e Senato
Leonardo Ventura I dipendenti di Camera e Senato sono sul piede di guerra. Oggi in contemporanea nei due Palazzi si riuniranno i rispettivi uffici di presidenza con all’ordine del giorno l’approvaz...