Politica

F35, passa la mozione Scanu per la riduzione dei caccia

Oggi alla Camera approvata l'ipotesi di riduzione dei velivoli con i voti della maggioranza e Forza Italia. Bocciata la mozione di Sel per l'annullamento della commessa

Il budget per gli F35 sarà ridotto e non importa se un'emergenza, come quella dell'integralismo islamico, si accende nel mondo. L'Italia fa un passo indietro e si concentra sul mediterraneo. Obiettivo Libia. Passa in Aula la mozione Scanu, deputato Pd, che chiede al governo il riesame del programma relativo ai caccia puntando al dimezzamento dei costi: circa 12 miliardi di euro. Un peso pari a una finanziaria per le tasche degli italiani. Il numero di caccia che il nostro paese dovrebbe acquistare scenderebbe da 131 a 90. Gli accordi starebbero per cambiare, dunque. Finmeccanica ad oggi responsabile dell'assemblaggio di alcune parti del velivolo vuole intervenire, con beneficio per l'occupazione (al momento sarebbero impiegati 1500 addetti, ma con l'eventuale indotto l'impiego salirebbe a 6500), anche nella produzione di parti elettroniche attraverso la controllata Selex Es. Gli aerei andrebbero a sostituire i 160 in futuro destinati a restare a terra perché logorati dalle ore di volo. La mozione. Approvate le mozioni di maggioranza e Forza Italia. Bocciate invece quelle, come la mozione Sel, che chiedevano la completa cancellazione della partecipazione italiana al programma. La mozione impegna il governo "a riesaminare l'intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi, così come indicato nel documento approvato dalla Commissione parlamentare difesa della Camera dei deputati a conclusione dell'indagine conoscitiva sui sistemi d'arma, in vista del Consiglio europeo del dicembre 2013, tenendo conto dei ritorni economici e di carattere industriale da esso derivanti". Con la mozione approvata il governo è altresì impegnato "a ricercare, entro questi limiti, ogni possibile soluzione e accordo con i partner internazionali, al fine di massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici, valorizzando gli investimenti già effettuati nella Faco e la sua potenzialità quale polo produttivo e logistico internazionale. A mantenere costante il controllo sulla piena rispondenza dei velivoli ai requisiti di efficienza e di sicurezza e ai criteri operativi delle Forze armate". Nelle sue premsse, la mozione ricorda tra l'altro che "il quadro delle relazioni internazionali risulta caratterizzato da un moltiplicarsi di nuove e crescenti situazioni di accesa criticità e complessità che chiamano il nostro Paese ad assumersi le proprie responsabilità nell'ambito delle istituzioni sovranazionali e delle alleanze di cui fa parte: Onu, Unione europea e Nato" e che "le responsabilità del nostro Paese risultano ancor più accentuate dal ruolo di guida dell'Unione europea assunto dall'Italia in questo semestre e dalla designazione del Ministro Mogherini come responsabile della politica estera e di sicurezza dell'Unione europea e obbligano il nostro Paese ad adoperarsi per realizzare una più incisiva ed unitaria strategia politica dell'Europa in grado di affrontare le crisi in atto", il che "comporta per il nostro Governo una triplice responsabilità segnata, da un lato, dalla necessità di non lasciare nulla di intentato sul difficile terreno dell'iniziativa diplomatica al fine prioritario di porre le condizioni per una soluzione negoziata delle principali aree di crisi, a partire da quella Ucraina, dall'altro, dalla altrettanto pressante necessità di un contenimento e di una riduzione della spesa pubblica dell'Italia e, ancora, da quella di assicurare la disponibilità di forze armate efficienti, moderne ed integrate in ambito europeo e con i Paesi alleati". Il documento parlamentare ricorda anche che "la Commissione parlamentare difesa della Camera dei deputati, in particolare, ha più volte espresso l'avviso che qualsiasi decisione in tema di pianificazione dello strumento militare, inclusa l'attività di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d'arma, si dovesse basare sull'apprezzamento dello scenario strategico, sulla considerazione degli impegni internazionali assunti e, non ultimo, sul livello delle risorse disponibili" e che "i molti dubbi che riguardano il programma F-35 hanno trovato nell'indagine conoscitiva la sede istituzionale più idonea ad una severa verifica", così come "le molte difficoltà che incontra il velivolo hanno comportato, nelle scorse settimane, la decisione, dell'amministrazione statunitense, dopo un periodo di sospensione dei voli, di sottoporli a limitazioni sino alla risoluzione dei problemi tecnici".

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