Politica

Salvini: «Un’altra tassa e veniamo a Roma con i bastoni»

«Se Renzi metterà una sola mezza tassa in più andiamo a Roma con i bastoni». Mentre a Milano è in corso la riunione dell’Ecofin, Matteo Salvini, dal Monviso, dove è in corso la Festa dei popoli padani, suona la carica contro il governo. A breve il ministro dell’Economia dovrà presentare la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che servirà come base per la prossima legge di Stabilità. E dal momento che l’andamento del pil è inferiore alle stime, e bisogna comunque mantenere il deficit sotto il tetto del 3% rispetto al pil, c’è il rischio che oltre al taglio della spesa si debba ricorrere all’aumento dele imposte. Ma la Lega non ci sta e minaccia di imbracciare i bastoni anche se poi Salvini corregge il tiro: «Ovviamente bastoni democratici, bastoni di gommapiuma e da passeggio. Dobbiamo toccarli anche sui portafogli» e rilancia la giornata di resistenza fiscale per metà novembre». Poi il leader del Carroccio va all’attacco dei burocrati di Bruxelles che hanno messo la camicia di forza all’economia. «C'è qualche realtà europea che dei vincoli di Bruxelles se ne fregherà perchè se ti portano a morire te ne devi fregare». E punta il dito contro la tagliola del 3%, contro il patto di stabilità e sottolinea che «qualcuno se ne frega e i soldi li trova facendo ripartire l'economia. Renzi invece abbia ma non morde perchè poi dice che rispetterà tutti i vincoli europei e non so veramente dove troverà i soldi». Non convince la strategia dei tagli che sono «tasse mascherate. Perchè se chiudi un ospedale è una tassa per il cittadino che deve fare 50 km in più per andare a farsi curare, se chiudi una scuola è una tassa occulta». Salvini rilancia la proposta della Lega: ovvero l'aliquota fiscale unica fissa, secca del 20% che funziona in 40 Paesi del mondo, combatte l'evasione fiscale, fa incassare di piu allo Stato. «L’abbiamo presentata a Renzi e non capisco perchè non abbia ancora risposto». Il numero uno del Carroccio infiamma la platea quando dice «mi sono rotto le scatole di leggere ogni giorno di imprenditori, artigiani, pensionati che si suicidano perché non ce la fanno più. Altro che bastoni, abbiamo aspettato anche troppo». Poi, parlando del referendum in Scozia per l'indipendenza, riprende un tema caro al Carroccio: «Non è mai stato chiuso il tema dell'indipendenza. Se la Scozia vince è una ventata d'aria fresca per l'Europa e ci saranno il Veneto, la Lombardia ma anche il Salento. È già storico il fatto che in Scozia si voti. È un passo importante verso la democrazia. La battaglia indipendentista non l'abbiamo mai smessa».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.