Se il campo della ricerca è un vanto «internazionale» per la nostra Università, è anche vero che il sistema universitario in Italia ha a che fare con profondi problemi strutturali al proprio interno. Il basso numero di ricercatori rispetto agli altri Paesi europei, il rapporto ancora molto basso tra docenti e studenti, un livello insufficiente di finanziamenti pubblici e privati, il basso numero di nuovi immatricolati laureati rispetto alla media OCSE, un disallineamento tra formazione universitaria e lavoro, sono solo alcuni dei problemi che affliggono l’Università italiana. Di recente il CUN - Consiglio Universitario Nazionale, ovvero l’organo rappresentativo di tutte le componenti del sistema universitario - ha proposto interventi diretti a evitare che "l’emorragia di personale docente ed amministrativo" senza alcun turnover con risorse giovani porti al collasso del sistema. Pur consapevole delle difficoltà del Paese, il CUN si sta battendo contro tagli indiscriminati ai bilanci e al personale docente (come il recente pre-pensionamento) e soprattutto contro la concezione che alta formazione e ricerca siano "voci di spesa" e non di "investimento". "Stiamo perdendo immatricolati sia per la necessità dei meno abbienti di un guadagno immediato rinunciando all’unica occasione di "ascensore sociale" sia per la scelta dei più ricchi di studiare all’estero, una vera "fuga dei diciottenni" parallela alla "fuga dei cervelli" dei post laurea"- precisa il Presidente del Consiglio Universitario, il Prof. Andrea Lenzi". Dati alla mano, insomma, il CUN ritiene che sia prioritario affrontare l’attuale condizione di gravissima carenza di personale se si vuole evitare che il sistema universitario pubblico si avviti in una spirale di declino, sottraendo all’Italia quegli strumenti indispensabili di innovazione e crescita culturale, economica e sociale di cui le Università da sempre sono centri insostituibili di sviluppo, innovazione e disseminazione culturale. Ciò significa mettere al centro dell’agenda politica l'istruzione e la ricerca, scelta indispensabile se l’Italia vuole rimanere all'interno della società globale e dell’economia della conoscenza. Tale scelta richiede il potenziamento del sistema universitario in termini di risorse umane, di finanziamenti e di infrastrutture. Ma innanzitutto si deve impedirne ora il collasso con interventi immediati e indispensabili per la sua tenuta.
Il futuro dell’università è la ricerca
di Daniela ForlaniSe il campo della ricerca è un vanto «internazionale» per la nostra Università, è anche vero che il sistema universitario in Italia ha a che fare con profondi problemi strutturali...
