Quattro omicidi in cinque giorni, fatti di sangue in cui c’è di tutto, dalla follia criminale al regolamento di conti di stampo mafioso. Ma questo triste record che Roma ha toccato in questi giorni è solo la punta dell’iceberg. La nostra città è ormai in mano a nomadi predoni, extracomunitari senza legge e bande nostrane che si contendono il territorio. Ma nessuno dice nulla, le cronache romane, salvo quella de Il Tempo, si limitano a registrare i fatti senza fare valutazioni. Le opposizioni di centrodestra sono ancora in vacanza e gli opinion leader, con rare eccezioni, voltano la testa dall’altra parte. I vertici istituzionali, a cominciare dal Sindaco, fischiettano indifferenti come se la cosa non li riguardasse. Facciamo un salto indietro di un paio d’anni: la città è la stessa ma il Sindaco è un uomo di destra che ci mette la faccia e che prova in tutti i modi a dare risposte al problema sicurezza, anche esagerando quando magari il suo ruolo non può fare nulla. Ma allora, nonostante i reati fossero comunque in calo, i media e tv si scatenavano e l’opposizione invocava dimissioni. Dicevano che era il far west, che Roma era sprofondata nell’insicurezza per colpa del Sindaco di destra. Marino non è certo un Sindaco amato, neppure dalla sua gente, ma è di sinistra e questo, come per Veltroni e Rutelli, è una fortuna per lui, ma una sfortuna per la città, perché spinge l’informazione a mettere la polvere sotto il tappeto. Non chiedo per Marino lo stesso trattamento riservato al sottoscritto: sarebbe stupido e controproducente, ma chiedo per il bene di Roma di constatare l’emergenza e di mobilitare tutte le energie perché si tenti di garantire ai romani il bene primario della sicurezza. Anche perché l’unica ad accorgersi della situazione è la stampa internazionale che dipinge la nostra città a tinte fosche, spaventando i turisti e colpendo l’immagine dell’Italia. Roma non se lo merita.
Quando c’ero io era il «far west»
di Gianni Alemanno