Politica

Alfano-Poletti, rissa sugli immigrati

Il ministro dell’Interno: «Mai leggi sull’occupazione che sfavoriscano gli italiani». Il responsabile del Lavoro: «Sbagliata la logica del noi o loro. Il sindaco di Mondragone: le nostre comunità sono allo stremo

«Non avallerò nessuna legge che possa far correre rischio a un italiano di vedersi togliere lavoro da un immigrato». Il tweet della discordia arriva poco oltre le 22 di venerdì. Angelino Alfano, ministro dell’Interno, è reduce dall’incontro nella Prefettura di Caserta al quale sono presenti anche i sindaci di Mondragone e Castel Volturno, i Comuni nei quali più si sono manifestati i segnali di tensione tra italiani e immigrati. Ai primi cittadini Alfano ha garantito una maggiore presenza delle forze di polizia sul territorio per arginare i fenomeni di illegalità legati all’impennata dei clandestini. Un impegno apprezzato dai rappresentanti degli enti locali. Poi, però, arriva quel tweet che, oltre a mandare su tutte le furie l’opposizione di Sel, provoca anche una frattura nel governo. Perché tra i primi a commentare aspramente le parole di Alfano è il suo collega ministro del Lavoro Giuliano Poletti. «Noi abbiamo bisogno di fare in modo che cresca il lavoro, crescano lo sviluppo e l’occupazione» dice Poletti, «non credo che il problema possa essere impostato dicendo o noi o loro». A quel punto scatta la difesa del titolare del Viminale da parte del Nuovo Centrodestra: «Prima vengono gli italiani. Le parole di Angelino Alfano sono ragionevoli. Ci chiediamo come si possa criticare questa affermazione» attacca il vicecapogruppo alla Camera, Dorina Bianchi. Alla quale si associa la capogruppo Nunzia De Girolamo: «Che le solite vestali del buonismo da ombrellone si scatenino su una polemica inesistente mi sembra un’indecorosa rappresentazione di una realtà che, evidentemente, non è conosciuta. Provino, lor signori, a parlare con la gente comune per capire se ciò che ha detto Alfano è la semplice e cristallina visione di ciò che pensa e vuole la stragrande maggioranza degli italiani». Parole che però non bastano a Sel, che si scatena all’attacco del Viminale: «Non sappiamo se le affermazioni di Alfano siano più stupide o razziste. È il sintomo di una politica becera che alza i toni solo per fare facile propaganda in un momento di estrema difficoltà economica» dichiarano i senatori di Vendola, che poi presentano anche un’interrogazione sull’accaduto. Ma in difesa del titolare degli Interni accorre anche la portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra, Barbara Saltamartini che attacca: «È inutile continuare a nascondersi dietro un dito in nome di un politically correct di cui Sel si fa paladina sulle spalle di tanti cittadini italiani. La crisi ha messo in ginocchio la nostra economia, i dati sulla disoccupazione sono allarmanti ed è dovere di una forza politica dire la verità, anche se apparentemente dura. L'Italia non è l'Eldorado e non può dare lavoro a tutti». Per il senatore Ncd Giovanardi: «È sconcertante che in questo quadro susciti polemiche una frase di buon senso come quella del ministro degli Interni Angelino Alfano».

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