Politica

Ora e sempre bunga bunga

di Gian Marco Chiocci

Cari giornalisti, guardoni e giacobini. Carissimi magistrati, partigiani e militanti. Illustri intellettuali rosiconi dalla culla. Eppoi lor sinistri parlamentari che riscoprite il garantismo solo quando nei casini ci finite voi: pentitevi tutti. Per una volta battete il petto e chiedete scusa al politico più spiato e perseguitato della storia, sott’inchiesta da vent'anni e per ogni tipo di reato, capace - lui da solo - di far correre la macchina della giustizia riuscendo a farsi tre gradi di giudizio in un anno quando di regola non basta una vita. La sentenza d’appello del caso Ruby disintegra il teorema Boccassini e la condanna a 7 anni in primo grado. Ridà dignità personale e politica a Silvio Berlusconi assolvendolo «perché il fatto non sussiste» da tutte le più incredibili, sconcertanti e sconclusionate accuse di concussione e prostituzione minorile legate ai festini, alle olgettine, all’orgia di intercettazioni divulgate urbi et or bi senza filtro e uno straccio di ritegno. La grande sconfitta di questo processo finito a puttane, è Ilda la rossa che in aula arrivò a sostenere l’esistenza di un «sistema prostituivo organizzato per il soddisfacimento sessuale» del Cavaliere «provato oltre ogni ragionevole dubbio». Tre giudici a Berlino, passati per Milano, per nulla convinti della condanna si sono rifatti all’antica locuzione latina de «in dubio pro reo» trovandosi davanti a questioni di logica e di diritto senza capo né coda. Posto che l’allora minorenne marocchina ha negato di essere andata a letto col padrone di casa, posto che il poliziotto concusso e «intidimito» dalla telefonata del Berlusca ha dichiarato di non aver subito alcuna minaccia per liberare la «nipote di Mubarak», e posto dunque che le parti offese del processo si sono ritrovate a difendere l'imputato che i pm volevano in galera, la corte d’appello ha detto stop. E ha pronunciato una sentenza «scontata» in qualsiasi Paese normale ma qui da noi, che normali non siamo, diventa invece ««coraggiosa» soprattutto nel contesto ambientale in cui è maturata. Sia come sia, la gogna è finita e rende surreale anche il processo «Ruby Ter» sui testimoni corrotti. Nella speranza che l’assoluzione faccia bene al centrodestra e alle riforme, consoliamoci con la notte insonne trascorsa da forcaioli e Torquemada di risulta. Al contrario Silvio avrà festeggiato come ai vecchi tempi e in allegria, seppur in camice bianco e con qualche pensiero in più. In attesa della grazia, ora e sempre «bunga bunga».

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