Si è costituito ufficialmente ieri, con la presentazione della lista al Capo dello Stato e con il giuramento dei nuovi ministri, il governo a guida socialista. Le ultime ore per giungere alla formazione del governo non sono state, peraltro, facili per Craxi. Fino all’ultimo sono rimasti in discussione i nomi di alcuni ministri democristiani e la lista ha subito rimaneggiamenti anche nel corso del colloquio tra Craxi e Pertini. tanto che il presidente del Consiglio è stato costretto a riscriverla prima di comunicarla ai giornalisti. Ciò ha comportato che nella lettura è saltato il nome del ministro per l’Ecologia, il liberale Biondi, e che, per effetto di uno spostamento in extremis del socialdemocratico Di Giesi alle Regioni, quest’ultimo ha deciso di non accettare l’incarico. A questa improvvisa falla, peraltro, veniva posto rimedio con la chiamata al governo dell'on. Romita.Craxi, dal canto suo, ha riparato all’involontaria omissione del nome di Biondi, al momento della lettura fatta dinanzi alle telecamere, con una dichiarazione rilasciata al Senato dopo il suo incontro con Cossiga. «Rispetto al Ministero precedente - ha detto il presidente del Consiglio - abbiamo istituito un nuovo incarico ministeriale senza portafoglio per i problemi dell’ecologia. Si tratta - ha affermato - di una problematica di primo piano nella vita della società italiana e, per questo, andrà assicurata la maggiore collaborazione all’ora Biondi che si accinge a questa nuova fatica».Il presidente del Consiglio ha potuto comunicare personalmente la costituzione del nuovo governo soltanto al presidente del Senato, in quanto la Jotti era leggermente indisposta. Da Palazzo Madama si è recato in visita di cortesia al presidente uscente sen. Amintore Fanfani, con il quale ha poi ratto nel pomeriggio lo scambio delle consegne. La presentazione al Parlamento del primo Ministero della nona legislatura è stata fissata nel pomeriggio di martedì 9, prima alla Camera e poi al Senato, Il dibattito inizierà mercoledì mattina a Montecitorio per concludersi entro Ferragosto, almeno questo è il programma. È difficile, tuttavia, indicare tempi precisi dato l’atteggiamento assunto da radicali, demoproletari e duppini, che non si considerano legati alle decisioni che saranno prese dai capigruppo essendo stata loro negata la facoltà di costituirsi in gruppi autonomi. Non si sa, perciò, quando il dibattito si potrà trasferire a Palazzo Madama per la sua fase finale. La crisi si è conclusa, così positivamente, anche se ha lasciato strascichi all’interno della DC e qualche polemica nel PSDI. Il commento ufficiale del partito di maggioranza relativa è espresso da un articolo di Galloni su Il Popolo. Rilevato che il chiarimento con il PSI è stato «lungo e faticoso so, ma «c’è stato», Galloni scrive che «questo è il dato nuovo positivo: la scelta da parte dei cinque partiti di collaborare insieme nell’unica maggioranza politicamente possibile in questa legislatura e di essere globalmente portatori di una proposta alternativa a quella del PCI». Il che, secondo Galloni, a non può lasciare indifferenti a livello politico locale dove non si può pretendere di continuare a teorizzare una sorta di isolamento pregiudiziale nei confronti della DC. In una nota della minoranza DC si attenua, peraltro, che da parte della segreteria sono state compiute «scelte e atti» alcuni «preoccupanti», altri «incomprensibili», tra cui quella dell’esclusione di Colombo dalla Farnesina «La presidenza Craxi, scrive Intini su L’Avanti!, è la logica conseguenza politica della sconfitta di una tentazione conservatrice «sostenuta da ingenti mezzi finanziari». Se oggi «un socialista è per la prima volta alla guida del governo - osserva - questa è la conclusione di un lungo processo che ha consentito l’alternanza alla guida del paese con l’liminazione di trentennali preclusive, e nessuno può sottovalutare a priori la potenzialità di questo risultato, i suoi possibili sviluppi, i suoi contenuti».Da parte repubblicana, un documento approvato ieri dai gruppi parlamentari, sottolinea il «ruolo di garanzia democratica» che «il PRI continua a svolgere nella vita italiana e che si riflette nei due dicasteri fondamentali affidati al segretario ed al presidente del partito».Spadolini ha rilevato che la nuova coalizione nasce «su una chiara piattaforma di intenti, corrispondente agli impegni di risanamento economico, morale e istituzionale assunti dal PRI nei confronti degli elettori». «Tutti dobbiamo guardare a questa esperienza che si apre con fiducia - scrive il vicesegretario del PSDI, Puletti, su L’Umanità - convinti come siamo che nella situazione di movimento nella quale ci troviamo, alle forze di democrazia socialista spetta un compito difficile ma esaltante». Se si guarda agli anni che stanno alle nostre spalle, «a muovere dal 1980, quando, nel congresso di Roma - scrive Puletti - Longo pose con forza per la prima volta la prospettiva del pentapartito, c’è da dire che ha trovato conferma una strategia che si fondava sull’accettazione, da parte del PSI, dell’ideologia riformista e della scelta della «governabilìtà». Zanone, che ha declinato l’invito di partecipare al governo per dedicarsi completamente al partito, ha rilevato che con gli incarichi perl’Ecologia e per l’Industria, «la partecipazione liberale si caratterizza in due settori decisivi per la prosperità e la civiltà dell’italia nei prossimi anni». Il contributo «concreto e comprovato» dato dal PLI in programma di governo, trova così «coerente espressione per quanto attiene alle politiche della produzione e delle imprese», e nella importante novità del Ministero per l’Ecologia che traduce in concreto gli «impegni per la tutela dell’ambiente». Nel campo delle opposizioni, la direzione comunista ha ribadito, con un documento, «la linea di netta opposizione all’indirizzo politico e programmatico della coalizione ricostituitasi e già più volte fallita». «Se non abbiamo considerato la presidenza socialista un fatto storico - scrive Macaluso su L’Unità - non ritenevamo però, lo diciamo francamente, che a questa presidenza si affidasse il compito di gestire la peggiore versione di una maggioranza che ha così negativamente caratterizzato la legislatura passata». Da parte missina si afferma che il nuovo governo «nasce male», perché, afferma Pazzaglia, «non è sfuggito alla spietata logica di una partitocrazia sempre più famelica», e in quanto «è prigioniero dell’illusione di durare solo perché ne fanno parte grossi nomi», ma, la coesione di una maggioranza «non nasce dagli uomini», ma «dalla sua politica». LA TASS: «UN GOVERNO UGUALE AI PRECEDENTI» Mosca, 4 agosto - «Il programma del Governo Craxi a poco si distingue da quelli dei precedenti gabinetti che hanno governato il Paese negli ultimi tempi» scrive oggi l’agenzia Tass in una breve corrispondenza da Roma con cui dà notizia della «formazione in Italia di un governo presieduto per la prima volta da un socialista». «Il programma della nuova compagine - scrive l’genzia sovietica per dimostrare la continuità con i gabinetti precedenti - contempla in particolare la realizzazione di una politica di austerità economica. In politica estera il Governo Craxi è intenzionato ad attenersi ad un orientamento filoatlantico ed a favore dell’installazione nel Paese dei nuovi missili nucleari americani a medio raggio».
Craxi giura davanti a Pertini con 16 ministri Dc e 13 «laici»
Da ieri un socialista a Palazzo Chigi Martedì la presentazione in Parlamento
