I o a Tel Aviv sono venuta assieme a mio marito che è ebreo e israeliano. Sono una dottoressa. E sono una normale ragazza romagnola. La mia vita è stata sempre tranquilla. Ora sono spettatrice in un mondo diverso dal mio. Non è stato sempre facile. Ho imparato che gli israeliani sono difficili. Cocciuti. Orgogliosi. Ma che sono anche persone buone. Con un cuore grande. Sono sognatori. E sanno combattere come nessun altro per i loro sogni. Per capirlo bisogna solo venire in Israele. Sono specializzanda in Cardiochirurgia e almeno la metà della mia giornata lavorativa la passo in sala a operare bimbi con patologie cardiache e provenienti da tanti Paesi nel mondo. E’ risultato dell'enorme sforzo di una associazione israeliana, "save a child's heart". Il mio primario, il dottor Lior Sasson, opera almeno due bimbi al giorno. Non si prende vacanze. Torna in ospedale a tutte le ore della notte. E lo sapete da dove vengono la magggior parte dei bambini? Da Gaza. Quella stessa che ora mi rinchiude con il mio bambino dentro questo bunker e minaccia di abbattere l'aereo che mia mamma prenderà oggi per tornare in Italia dopo essermi venuta a trovare. Nonostante i missili e le minacce, però, il mio cuore è pieno di forza, e posso solo essere orgogliosa di essere una cittadina di questo meraviglioso Paese che è Israele, capitale dell’Umanità, della Compassione e dell’Inventiva.
Tra i bimbi e le bombe
Io a Tel Aviv sono venuta assieme a mio marito che è ebreo e israeliano. Sono una dottoressa. E sono una normale ragazza romagnola. La mia vita è stata sempre tranquilla. Ora sono spettatrice in un...
