Politica

Referendum Più firme e quorum variabile

Mentre gli sherpa dei partiti fanno gli straordinari per trovare un’intesa su legge elettorale e riforme istituzionali, prosegue il lavoro della commissione Affari costituzionali del Senato. L’ultima...

Mentre gli sherpa dei partiti fanno gli straordinari per trovare un’intesa su legge elettorale e riforme istituzionali, prosegue il lavoro della commissione Affari costituzionali del Senato. L’ultima novità riguarda l’articolo 75 della Costituzione, oggetto di un emendamento presentato dai relatori delle riforme costituzionali Anna Finocchiaro (Pd, foto) e Roberto Calderoli (Lega Nord). Questa in sintesi l’ipotesi di modifica: raddoppiano le firme necessarie per ottenere il referendum abrogativo; di fatto si abbassa e diventa mobile il quorum che serve ad approvare il quesito referendario; stop alla possibilità di cancellare dalle norme una sola parola perché si potrà abrogare una legge o una parte di essa che abbia valore normativo autonomo. I relatori Calderoli e Finocchiaro hanno già depositato in commissione l’annunciato emendamento. Oltre all’aumento delle firme necessarie, la novità più rilevante è l’abbassamento di fatto del quorum perché la proposta soggetta a referendum è approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli elettori che hanno preso parte all’ultima elezione della Camera dei Deputati e se è stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Non solo: la Corte Costituzionale può pronunciarsi sull’ammissibilità del referendum «in anticipo» rispetto alla raccolta di tutte le firme necessarie per indirlo: quando la richiesta è stata sottoscritta da almeno 500mila elettori. Sarà la legge ordinaria a stabilire come dovrà essere attuato il nuovo articolo 75 della Carta.

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