Con la puntualità che soltanto gli avvenimenti astronomici possono vantare, ieri mattina la luna ha coperto il il sole. L’eclisse è stata - come era stato annunciato - parziale per l’Italia e totale per una fascia della terra che va dalle coste occidentali dell’Africa all’Unione Sovietica attraverso il Sahara, la Grecia e la Turchia. Per la precisione la «totalità» dell’eclisse deve intendersi come la copertura di quasi tutto il disco solare da parte della luna, che ha lasciato scoperto soltanto un sottile anello: di qui la classificazione dell’eclisse che è chiamata, appunto, «anulare». Il fenomeno è stato osservato nelle varie zone, ovviamente, in ore diverse: vediamo alcuni particolari dell’osservazione compiuta non soltanto dagli scienziati ma anche dalla gente comune. LE NUVOLE DI ROMA L’eclisse parziale ha avuto inizio a Roma alle ore 9 e tre minuti: migliaia di persone, appostate nei punti strategici della città, come il Pincio e il Gianicolo, o più semplicemente sulle terrazze degli edifici hanno potuto osservare il fenomeno; il cielo irregolarmente nuvoloso, se in qualche momento, quando le nuvole erano più nere ha ostacolato l’osservazione, in altri l’ha facilitata, poiché il leggero strato di vapore ha funzionato come schermo senza nascondere completamente il disco solare che a mano a mano scompariva sotto il tondo nero della luna. Nel momento culminante, alle ore 10, 20 minuti primi e 23 secondi, il sole è apparso oscurato per 745 millesimi: l’astro ridotto ad una sottile falce, emetteva una luce livida spettrale. Molti passanti si sono fermati in mezzo alle strade del centro, incuranti del traffico, per osservare il fenomeno, che ha avuto termine alle ore 11, 44 minuti primi e 27 secondi. L’eclisse è stata osservata anche dagli astronomi rimasti all’osservatorio di Monte Mario (un gruppo sotto la direzione del prof. Cimino si era recato - come vedremo - in Grecia) i quali hanno utilizzato l’attrezzatura per la spettroscopia della grande torre solare per la fotometria delle macchie del sole. TEDESCHI E SVEDESI A CAPRI Le due stazioni solari straniere installate a Capri hanno naturalmente funzionato in pieno, favorite dal fatto che il sole, proprio nell’ora dell’eclisse, si trovava l’altezza delle Bocche di Capri, tra l’isola e la penisola Sorrentina. La stazione svedese, che ha sede a Villa Freita sul monte Solaro ed è diretta dal prof. Ohman, ha messo in funzione il suo cronografo; quella tedesca, diretta dal prof. Mattic, ha collaudato il primo rifrattore solare senza cupola costruito nel mondo. Anche i tecnici dell’Osservatorio italiano di Capodichino, sotto la direzione del prof. Nicolini, hanno potuto osservare l’eclisse, ma le sfavorevoli condizioni meteorologiche hanno impedito di ottenere risultati notevoli. L’«ANTICIPO» DI CATANIA A Catania, dove era stato sistemato uno dei tre centri di rilevamento dislocati nel Mediterraneo dall’Osservatorio di Arcetri (gli altri due erano a Laonis nell’Attica e nell’isola di Creta) il prof. Fracastoro - direttore dell’Osservatorio che ha «ospitato» la missione e che ha eseguito altri rilievi - ha rilevato un singolare fenomeno: un «anticipo» di quattro secondi sul tempo previsto della fine dell’eclisse. GLI ASTRONOMI ITALIANI Due osservatori astronomici italiani, quelli di Roma e di Arcetri (Firenze) rispettivamente diretti dal prof. Cimino e dal prof. Righini, hanno organizzato - come si è accennato prima - spedizioni in Grecia. Il posto di osservazione principale, posto a Laonis, era dotato di un grosso strumento, una specie di telescopio orizzontale lungo 12 metri, col quale sono stati ripresi gli spettri del bordo e della cromosfera solare. Lo strumento, completamente automatizzato, ha permesso riprese a intervalli di mezzo secondo circa, durante la fase centrale del fenomeno. Un secondo strumento è servito per la ripresa degli spettri del bordo solare nella zona violetta. Poiché era molto importante localizzare le zone di massima e di minima emissione sul radiosole, due altre stazioni radioelettriche di Arcetri erano state collocate come si è detto - a nord e a sud della linea centrale del fenomeno. Precisamente, la stazione a nord era presso Catania, ospite del locale osservatorio astrofisico a Sant’Agata Li Battiati, dove si trova la stazione solare dell’osservatorio stesso; la stazione a sud era invece sistemata a Mallia, nell’isola di Creta. LE OSSERVAZIONI IN GRECIA Come si è accennato, in Grecia si erano concentrati scienziati di tutto il mondo per osservare l’eclisse, che è durata dalle 9,05 alle 12,05 (ora italiana). Particolari misure di sicurezza erano state prese dalle autorità che avevano invitato i cittadini a non osservare il sole senza adeguate lenti di protezione ed avevano ordinato che tutti i ragazzi delle scuole fossero tenuti in classe per evitare, che potessero subire danni alla vista per imprudenza. Gli scienziati americani hanno lanciato nella ionosfera dalla nave scientifica «Range Recoverer», ancorata al largo della costa meridionale del Peloponneso, sette razzi ed altrettanto hanno fatto quelli della organizzazione europea di ricerche, dall’isola di Eubea. I due esperimenti, identici, serviranno a studiare fra l’altro nelle condizioni eccezionali dell’eclisse fenomeni connessi con l’attività solare, gli effetti dei raggi solari e dei raggi ultravioletti emessi dal sole. GLI UCCELLI DI MOSCA Anche gli scienziati sovietici naturalmente - hanno seguito l’eclisse. L’unica notizia diramata per ora riguarda però il comportamento degli uccelli e di altri animali, che si sono agitati durante tutto il periodo dell’oscurarnento del sole. IL FENOMENO Un’eclissi solare è un noto fenomeno ottico di oscuramento di tutto o di una parte del disco solare da parte della Luna visto dalla Terra che si verifica durante il novilunio. Si tratta di un evento piuttosto raro: Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineati in quest’ordine; ciò è possibile solo quando la Luna, la cui orbita è inclinata di cinque gradi rispetto all’eclittica, interseca quest’ultima in un punto detto nodo. Quando il nodo si trova tra la Terra e il Sole, l’ombra della Luna passa in alcuni punti della superficie terrestre e si assiste a un’eclissi solare. Se invece il nodo si trova dalla parte opposta, si ha un’eclissi lunare. Il tipo di fenomeno più studiato e più conosciuto nel campo delle osservazioni astronomiche è l’eclissi totale, in quanto durante la fase centrale è possibile studiare con facilità la corona solare; perché ciò si verifichi occorre che nel momento dell’eclissi solare la Luna sia ad una distanza dalla Terra tale da farla apparire di diametro angolare lievemente maggiore di quello del Sole. Se ciò non dovesse realizzarsi, cioè la Luna mostrasse un diametro angolare apparente minore di quello del Sole si osserverà un anello luminoso non desiderabile per l’osservazione della corona: questa configurazione viene indicata con l’espressione eclissi anulare.
L’eclisse solare osservata da scienziati e profani
Concentrazione di astronomi in Grecia dove il rarissimo fenomeno è stato totale
