Raggiante il sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, il day after lo storico concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo. Mentre infuria la polemica su costi, spese e, soprattutto, mancati guadagni, il primo cittadino punta alla replica: «Mi piacerebbe ripetere questo tipo di evento e portare a Roma i Coldplay l’anno prossimo, anche se sono tantissimi gli artisti che vorrei vedere sul palco». Preso dall’entusiasmo per aver scoperto le potenzialità immense del patrimonio culturale e archeologico della Capitale, Marino tuttavia, deve aver confuso qualche conto. Da centomila è passato alla cifra di 170mila euro. «Roma ha ospitato un grande evento, come non se ne vedevano da tempo. Abbiamo portato i Rolling Stones al Circo Massimo, nel centro della storia - ha ribadito il sindaco - Roma non ha speso un euro per il concerto, che è stato completamente a carico degli organizzatori, che hanno pagato anche la pulizia, il prolungamento della Metro B fino alle 1.30, gli straordinari dei vigili e i servizi sanitari e igienici per un totale di 170mila euro. Per eventi futuri - ha aggiunto - l’incasso di Roma aumenterà ancora fino a 10 volte, grazie alla modifica al tariffario per l’occupazione del suolo pubblico prevista nel mio primo bilancio, approvato in giunta il 30 aprile». Il punto tuttavia è un’altro. Innanzitutto la cifra di 25 milioni di euro che, secondo Marino, sarebbero stati incassati da un fantomatico "indotto". Una cifra enorme, smentita non solo dagli operatori del settore, ma dal buon senso. Se 60mila persone in città per due giorni portassero un’indotto simile, con circa 14 milioni di turisti l’anno che visitano la Capitale con una permanenza media di 2,5 notti, le casse capitoline, così come il tessuto economico della città, godrebbero di ben altra salute. E se i numeri sono dettati dall’entusiasmo, il punto da mettere a fuoco, piuttosto è quello di come e quanto "mettere a reddito" una location come Roma. Far pagare circa ottomila euro di occupazione suolo pubblico per il «possesso» del Circo Massimo (in totale per undici giorni e non per due) e poi "accontentarsi" della copertura delle spese per i servizi connessi all’evento, come appunto trasporto pubblico, viabilità, pulizia urbana. «Abbiamo chiesto 23mila euro per l’apertura di due ore in più della metro, 40mila euro per l’Ama, straordinari dei vigili (circa 40mila euro ndr ) e servizi sanitari e igienici (circa 30mila euro ndr ) - specifica Marino - per un totale appunto di 170mila euro». Un passo falso. Un passo che ha portato il sindaco della Capitale dritto dritto verso le polemiche, non tutte sterili. L’evento dei Rolling Stones al Circo Massimo vale, commercialmente parlando, milioni e milioni di euro. Il simbolo e il nome della Capitale sono stati infatti legati per sempre al mitico complesso rock, da qui all’eternità. Si poteva dunque chiedere una cifra di gran lunga superiore che non la semplice «copertura delle spese», come accade del resto in molte altre parti del mondo, e destinarla, tanto per dare un suggerimento, al restauro di qualche monumento. E su questo incalza l’opposizione, con il consigliere regionale Fi, Luca Gramazio che parla di «svendita» al capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio Onorato che ha preparato un esposto alla Corte dei conti. Il sindaco "rilanci" con l’annuncio di aver aumentato la tassa di occupazione del suolo pubblico (in alcuni casi di dieci volte ma enterà in vigore con l’approvazione della manovra di Bilancio 2014) è incoraggiante per i futuri eventi culturali ma un po’ meno per gli esercenti. La vera svolta non è quella di aumentare le tasse a tutti, ma di chiedere un riconoscimento che vada ben oltre la burocrazia e che onori, giustamente, la storia e lo splendore dei nostri antenati. Una differenza sostanziale. Anche per le casse di una Capitale che troppo spesso rivela una generosità niente affatto ricambiata.
Rolling Stones, Marino dà i numeri
"La band ha speso 170mila euro per trasporti, sicurezza e pulizia. Il concerto ha portato un indotto di 25 milioni". Ristoratori e albergatori: "Cifre irreali, arriviamo a 900mila". A New York il Central Park costa un milione e mezzo
