segue dalla prima pagina Per tutti questi motivi, la Commissione Giustizia del Senato sta lavorando sul disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. L’idea di fondo è di mantenere indiretta l’azione di risarcimento, come accade in tutti i Paesi occidentali per evitare possibili intimidazioni verso le toghe. Ma va escluso il filtro per «manifesta infondatezza» dell’azione mantenendo quello su questioni procedurali, cioè sui termini e non nel merito della questione. Va modificata anche la norma che blinda l’interpretazione della legge da parte del magistrato: l’orientamento della Commissione è che il magistrato possa interpretare le norme come vuole, anche in modo diverso rispetto alle sentenze della Cassazione, ma sulla base di nuove argomentazioni. Un’idea che in linea generale condivido ma che richiede una corretta formulazione normativa per evitare squilibri o il rinascere del principio dello stare decisis. Infine, deve essere resa obbligatoria la rivalsa dello Stato nei confronti del magistrato che sbaglia in modo grave e non devono esserci limiti al risarcimento. Se lo Stato è costretto a pagare 100 mila euro a un cittadino, il magistrato colpevole deve pagare 100 mila euro e non, come può accadere adesso, 15 mila euro, facendo sì che gli altri 85 siano a carico dei cittadini. L’emendamento approvato ieri alla Camera va in una direzione diversa e ribalta completamente l’impostazione della legge Vassalli perché permette l’azione diretta sia contro lo Stato sia contro il singolo magistrato. Vedremo che destino parlamentare avrà. Noi continueremo a lavorare affinché non esistano cittadini di serie A e di serie B. I magistrati si lamentano, sostengono che non si sentiranno liberi. Noi vorremmo che non fossero liberi di creare danni.
Da ex pm dico: i magistrati non siano casta
segue dalla prima pagina Per tutti questi motivi, la Commissione Giustizia del Senato sta lavorando sul disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. L’idea di fondo è di mantenere...