Torna l’ombra dei brogli elettorali. Beppe Grillo getta sospetti sulla sconfitta dei pentastellati alle ultime elezioni europee e pubblica sul suo blog un lunghissimo post che ripropone contributi di altri siti e apre all’ipotesi «voto truffa». E allora, «la prossima volta che una consultazione elettorale o referendaria restituisca un esito sconcertante, del tutto difforme - ribadisce il blog di Grillo - da qualsiasi razionale previsione e sondaggio pre-elettorale, prima di infervorarci contro "quella massa di pecore ignoranti e/o vendute che si lasciano abbindolare o comprare dai politici", sarà meglio riflettere sul tipo di sistema in cui viviamo e magari ritornare con la mente a questo post». Il testo snocciola alcuni casi del passato e arriva all’oggi e alla «percentuale fantomatica del 41% al PD il sospetto di brogli è ragionevole". Il blog propone di «vigilare in modo chiaro e controllabile sulle relazioni amicali e parentali degli scrutatori e presidenti dei seggio e permettere un controllo popolare quanto più esteso possibile tramite l'uso della tecnologia». «Creiamo una lista di elementi che dovrebbero essere controllati adeguatamente - si suggerisce - per evitare il rischio di alcune tipologie di broglio. Parentele e prossimità tra scrutatori e tra chi li ha selezionati possono essere un indicatore, per quanto debole, utile per evidenziare una possibile convergenza di interessi. Nei seggi nei quali è stato rilevato un broglio può essere utile per evidenziare la stessa contiguità, che non prova nulla ma rappresenta un possibile indicatore di maggiore o minore possibilità di un'azione congiunta». Come? Presto detto: «Esistono dei software che permettono di rilevare visivamente le relazioni parentali o amicali tra persone ed evidenziarne le connessioni in rete, analizzando le reti sociali reali tra i vari componenti. L’uso di questi software è diffuso tra i servizi di polizia internazionale per cercare rapporti e complicità tra individui sospettati di reati, dalle aziende private per individuare potenziali classi di clienti sensibili ad un brand o ad un prodotto, ad esempio, tramite i dati raccolti dai social network e dai motori di ricerca, ma potrebbe essere utilizzato dall'amministrazione pubblica». A questo punto, si legge ancora, perché non «studiare sistemi che garantiscano che la scheda consegnata all'elettore sia la stessa che viene restituita nel voto?». Nel frattempo arrivano novità sul fronte Ue. «Beppe Grillo è un intrattenitore, una persona divertente, un uomo appassionato e abbiamo punti in comune molto forti» ha detto Nigel Farage a «Sky Tg24».
E il blog rilancia il sospetto di brogli elettorali
Torna l’ombra dei brogli elettorali. Beppe Grillo getta sospetti sulla sconfitta dei pentastellati alle ultime elezioni europee e pubblica sul suo blog un lunghissimo post che ripropone contributi...
