Politica

La vera separazione è tra alcuni pm e taluni giornalisti

di Gaetano Filangieri Si sta discutendo in questi giorni su quali poteri affidare al super commissario del Governo per controllare gli appalti dell’Expo. Il rischio è quello di una sovrapposizione...

Si sta discutendo in questi giorni su quali poteri affidare al super commissario del Governo per controllare gli appalti dell’Expo. Il rischio è quello di una sovrapposizione o di conflitto con i poteri della magistratura inquirente. Cantone, intervistato da Repubblica ha precisato che non ha mai chiesto di «entrare» nelle inchieste degli ex colleghi. Nello stesso giorno sono stati pubblicati i verbali della audizione dinanzi al Csm del Procuratore aggiunto di Milano Robledo che accusa il suo Capo Bruti liberati di irregolarità nella assegnazione dei fascicoli. A proposito della inchiesta sulla Sea, Robledo riferisce di aver ricevuto la telefonata di un giornalista dell’ Espresso che gli dice: «Dottore, noi abbiamo la notizia di questo fascicolo, dobbiamo pubblicarla». E lui: «Ma di cosa stiamo parlando». Ed il giornalista: «Sa c’è un fascicolo sulla Sea che riguarda una turbativa d’asta... ma perché scusi non è suo..? Noi pubblichiamo la notizia, io sono certo dei dati che ho». Sempre nello stesso giorno si apprende dell’interrogatorio in carcere dell’ex ministro Scaiola. Dal giorno del suo arresto, per garantire le indagini, sono stati vietati i colloqui coi difensori, a cui non sono neppure state consegnate le copie degli atti. Nel frattempo su tutti i giornali sono state pubblicate intercettazioni telefoniche, foto e persino filmati dello stesso processo, spesso con riferimenti a persone del tutto estranee alle imputazioni. Evidentemente la normativa sul segreto istruttorio nel corso di questi anni, con legislazione invariata, ha subìto notevoli modifiche nel «diritto vivente». Il codice stabilisce la segretezza delle indagini per garantire la efficacia delle stesse, da un lato e, dall’altro, la tutela della immagine pubblica delle persone coinvolte fino alla decisione di un giudice. Sono previsti addirittura dei gravi reati per chi viola il segreto. La contesa politica ed il sistema dei media hanno radicalmente cambiato il comportamento di alcuni magistrati nelle Procure. Alcuni magistrati (per fortuna ancora pochi) hanno stabilito rapporti organici con alcuni giornalisti. Il sodalizio produce ottimi risultati perché: i giornalisti riescono a fare scoop sempre più clamorosi, le loro testate possono orientare campagne di stampa contro l’avversario di turno ed i magistrati acquistano notorietà. Magari dopo parecchio tempo un giudice stabilirà che quelle accuse erano completamente infondate, ma oramai non interesserà più a nessuno. Il ministro Orlando ha annunciato al Csm che presto si metterà mano alla riforma della giustizia, dovrà tenere in debito conto un suggerimento di un grande esperto di giustizia del Pd, il presidente Luciano Violante, che in suo recente scritto ha sostenuto che la vera separazione delle carriere non è quella tra pm e giudice ma quella tra alcuni pubblici ministeri ed alcuni giornalisti.

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