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I monarchici scrivono a Renzi per riportare i Savoia in Italia

I monarchici scrivono a Renzi per riportare i Savoia in Italia

The King of Italy VITTORIO EMANUELE III di SAVOIA ( 1869 - 1947 )

Da qualche giorno sulla scrivania del presidente del Consiglio Matteo Renzi, accanto agli spinosi dossier economici, c’è anche la lettera dell’Unione Monarchica Italiana che reclama il ritorno in Italia delle salme dei Savoia ancora sepolte all’estero.

«Dopo quasi settant’anni - si legge nella lettera scritta dal presidente dell’Umi Alessandro Sacchi - il Re Vittorio Emanuele III riposa ad Alessandria d’Egitto; la Regina Elena, Sua consorte, riposa a Montpellier. Nello stesso Paese, in Savoia, nell’Abbazia di Hautecombe, sono sepolti Umberto II e la Regina Maria Josè».

«In nome di una comunità silenziosa della quale fanno parte molti milioni di italiani che guardano l’Istituto monarchico come possibile soluzione di molte incognite nei percorsi costituzionali, ma anche in nome di una ritrovata concordia nazionale che forse la mia e la Sua generazione potrà raggiungere - continua Sacchi - Le rivolgo istanza affinché le spoglie dei due ultimi due Re d’Italia e delle Loro Consorti siano finalmente traslate in Patria, al Pantheon di Roma».

Adesso si attende un riscontro da parte di Renzi che, stando a quanto si vocifera da settimane in ambienti monarchici sarebbe pronto a prendere almeno in considerazione le possibilità tecnico giuridiche di una simile operazione. «Sono maturi i tempi per far terminare serpeggiante guerra civile che dura da 70 anni - spiega a Il Tempo Alessandro Sacchi - poiché sono venute meno le ragioni di fondo di quelle scelte, ovvero l’esilio dei vivi. È un dovere morale della Repubblica riprendersi salme con tutti onori al Pantheon». Ma Sacchi va oltre, mettendo in discussione tutto l’impianto repubblicano dello Stato. «Ritengo che Italia sia matura per discutere della revisione dell’articolo 139 della Costituzione - spiega – era una scelta comprensibile nel 1948, quando il margine tra repubblicani e monarchici era esiguo. Ma ora una norma che comprime fortemente la sovranità popolare va ridiscussa».

E a chi paventa che l’iniziativa dell’Umi nasconda in relatà la volontà di rilanciare le pretese dinastiche di Amedeo di Savoia, Sacchi risponde deciso: «Amedeo è l’unico pretendente al trono non perché mi sia simpatico, ma perché i meccanismi della successione sono stati scritti centinaia di anni fa e confermati da illustrissimi nomi del diritto. Anche Umberto II è stato chiaro quando non ha lasciato al figlio la quota disponibile della sua eredità ma lo ha lasciato erede al pari delle sue sorelle. La volontà del re è sempre stata inequivocabile».

Infine, Sacchi confida nella disponibilità di Renzi: «Il premier appartiene a una generazione che è arrivata molto tempo dopo il Referendum. Per questo credo che possa affrontare la questione senza pregiudizi. E anche nel suo partito, il Pd, per loro esplicita ammissione non ci sono più i comunisti». «Mi lasci anche dire - conclude Sacchi - che in Europa ci sono tante monarchie con governi di sinistra. Qui nessuno mette in discussione la democrazia. Noi non veniamo dal passato, ma andiamo verso il futuro».

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