Politica

Dialogo e meno pregiudizi

di Nicolò Pollari, ex direttore del Sismi

Vengono attaccati spesso ma i musulmani sono le prime vittime del fondamentalismo islamico. Pagano sulla loro pelle le parole dei predicatori violenti o degli infiltrati. Invece loro, la stragrande maggioranza dei musulmani, sono persone perbene, che spesso arrivano in Italia per salvarsi da una guerra o per immaginare una vita onesta. Proprio per questo motivo non vanno criminalizzate le moschee, come si tende invece a fare. Tra l’altro il fondamentalismo può crescere in molti luoghi diversi: trova terreno fertile nel degrado, nell’assenza dello Stato, nelle aree in cui si possono attivare delle complicità. In questi casi ci possono essere infiltrazioni e, chiaramente, pericoli. Tuttavia Roma resta il crocevia del dialogo tra le religioni e la comunità musulmana della Capitale non ha mai destato preoccupazioni. Ovviamente non bisogna smettere di lavorare per l’integrazione e per rendere possibile il confronto. Soprattutto c’è bisogno dell’impegno di tutti per demolire i pregiudizi. In tante moschee nei paesi del Nord Africa ho parlato tranquillamente di temi religiosi, ho trovato persone rispettose e sensibili. Non voglio negare che esista il fondamentalismo, che ci siano finti predicatori che approfittano di condizioni di povertà e degrado per costruire trame che vanno sconfitte. Sono i reclutatori del Jihad. In questi casi crescono inevitabilmente tensioni e i luoghi di culto o quelli in cui si riuniscono diventano pericolosissimi. Ma tutto questo va distinto dai musulmani, che sono persone perbene, che vogliono, quanto noi, convivere senza piegare nessuno alla violenza.

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