La bufera scatenata da Maurizio Acerbo non accenna ad arrestarsi e anzi inizia già ad assumere i contorni di una tempesta diretta contro la sinistra. Tutto inizia quando il segretario di Rifondazione Comunista, in difesa sui social di Youssef Siher (presunto fondatore del Movimento 17 ottobre), aveva scritto: “Quindi? È vietato inneggiare a Hamas? Inneggiare al 7 ottobre non è un reato. C’è chi inneggia a Israele e chi inneggia a Hamas”.
Ad agitare ancora di più le acque, dopo il sasso nello stagno, è stato nientemeno che il senatore ed ex virologo Andrea Crisanti.
Da poco uscito dal Pd per approdare al Misto e aiutare Rifondazione comunista ad aggirare la stretta sulla raccolta firme derivante dalla nuova legge elettorale, l’ex dem non ha preso le distanze da Acerbo e anzi ha rincarato la dose in una intervista a Il Foglio.
Questionato sulle parole di Acerbo, il senatore ha parlato di “polemica sterile” aggiungendo l’importanza di battersi “affinché i palestinesi possano avere elezioni libere e decidere da chi farsi rappresentare”. E alla domanda se in questo contesto possa esserci spazio anche per l’organizzazione terroristica, ha risposto: “Se fosse Hamas, ben venga, se così hanno deciso loro. E’ una questione dei palestinesi scegliere i propri rappresentanti”.
Una volta montato il trambusto, l’articolo de Il Foglio è stato aggiornato con una ulteriore precisazione di Crisanti: “Ma penso a una Hamas rinnovata, quella di oggi la considero un’organizzazione terroristica”. Una toppa contraddice alla frase dopo: “Si ricorda cosa diceva Giulio Andreotti? Fosse nato in Palestina forse non sarebbe mai stato in Parlamento”.
Deriva finale di una Campo largo disposto a tutto pur di salire a Palazzo Chigi.
