Politica

Un ex premier ai servizi sociali

Sì della procura. Il Tribunale decide entro due settimane. Berlusconi: «Dai giudici mi aspetto di tutto». L'INTERVENTO di Gaetano Pecorella "Dal paradosso alla grazia" SUL GUARDIAN Quegli inglesi poveri d'ironia (e rispetto)

Silvio Berlusconi fa un ulteriore passo verso i servizi sociali. Il procuratore generale del Tribunale di Sorveglianza, Antonio Lamanna, ha infatti accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali formulata dalla difesa dell’ex premier. Per ufficializzare la pena sarà necessario il verdetto definitivo del Tribunale per il quale, secondo quanto anticipato dal presidente Pasquale Nobile de Santis, saranno necessari tra un minimo di cinque e un massimo di quindici giorni. Una volta notificata al condannato, la decisione sarà poi divulgata con un comunicato ufficiale. Alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di ascoltare il consiglio degli avvocati e di non presentarsi al settimo piano del Palazzo di Giustizia milanese, seguendo ancora la linea del «silenzio stampa» per non esasperare gli animi dei giudici. Ha atteso l’udienza in casa con i figli e la compagna Francesca Pascale. Alla notizia del primo sì ai servizi sociali è apparso sollevato anche se ha invitato tutti alla prudenza, «perché con i magistrati non si può mai sapere». Sottolineando ancora una volta «l’assurdità di questa situazione. Io che ho gevernato il Paese e l’ho rappresentato anche al Congresso dovrei pulire i corridoi? Eppure sono innocente, non ho fatto nulla...». L’udienza dedicata al suo caso è cominciata in leggero anticipo, alle 16.40 invece che alle 17. Ma, mentre in mattinata la media era stata di una decina di minuti per condannato, il fascicolo Berlusconi è stato esaminato per un’ora e mezza circa. Per prima è intervenuta Beatrice Crosti, giudice relatore, che ha letto la relazione sul condannato. Poi è stata la volta del pg Lamanna, il quale si è espresso a favore dell’affidamento in prova per scontare l’anno di condanna (tre sono stati cancellati dall’indulto) nell’ambito del processo Mediaset. Il parere (non vincolante) è ora agli atti del presidente De Santis, che nei prossimi giorni dovrà decidere se dare il sì definitivo alla richiesta e, soprattutto, in che modo dovrà tradursi in fatti. Sul tavolo ci sono due proposte: la prima è quella formulata dall’Uepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna), ovvero il lavoro in un centro per disabili anziani, una volta a settimana, di mattina o pomeriggio; la seconda, invece, è quella contenuta nella memoria difensiva di Berlusconi, che ha sostenuto di «poter fare tanto» come «motivatore di ragazzi disabili». Ancora più decisive, per l’agibilità politica di Berlusconi, saranno però le altre limitazioni che saranno imposte alla sua vita pubblica. I servizi sociali non sono i domiciliari, ma generalmenteprevedono comunque che il condannato rientri in casa prima delle 23 e non esca prima delle 7, che non frequenti pregiudicati, che non possa espatriare e che non abbandoni la regione di residenza - in questo caso la Lombardia - a meno che non gli venga concesso un permesso. I giudici potrebbero anche mostrarsi comprensivi in queste situazioni, ma la trafila burocratica sarebbe comunque un ostacolo da superare per ogni «trasferta». In ogni caso Berlusconi, anche per mantenere l’immagine del leader di uno dei maggiori partiti italiani, ieri ha ripreso in mano la pratica delle liste per le Europee e una riunione dello stato maggiore di Forza Italia è stata convocata nel week end, forse ci sarà già oggi, nella villa di Arcore. Dalla quale il premier non si è mosso per il perdurare del dolore al ginocchio. Gli stessi big ieri si sono adeguati al volere del capo e hanno mantenuto il basso profilo sulla vicenda processuale, anche se a fine giornata è prevalso il sollievo per la decisione del pg Lamanna. «Prendiamo atto del parere favorevole - ha detto Giovanni Toti - e restiamo fiduciosi che il Tribunale di Sorveglianza saprà giudicare tenendo ben presente la statura umana e politica della persona che ha di fronte e soprattutto la responsabilità verso i milioni di moderati che si riconoscono in Silvio Berlusconi». Unica eccezione al low profile Renato Brunetta, che ha paragonato l’ex premier ad Aung San Suu Kyi, la politica birmana tenuta per anni in carcere dal regime. Un parallelo che ha attirato sul capogruppo di FI alla Camera le critiche del centrosinistra. Lontani dal clamore, gli avvocati di Berlusconi sono tornati a concentrarsi sui prossimi dossier. In particolare, la preoccupazione è per il Ruby Ter, nel quale l’ex premier è indagato per corruzione in atti giudiziari e che potrebbe vivere nuovi sviluppi proprio nel corso della campagna elettorale per le Europee. Perché la vicenda giudiziaria del leader di FI è ancora molto lontana dall’essere finita.

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