Un terzo dei computer della Pubblica amministrazione potenzialmente sotto attacco degli hacker. È l’allarme lanciato dal vicepresidente del Copasir Giuseppe Esposito (Ncd): «La battaglia per la sicurezza dello Stato si combatte soprattutto sul fronte tecnologico. E noi, da questo punto di vista, siamo troppo indietro». Senatore Esposito, cosa accadrà da oggi? «Niente. È questo il problema». Si spieghi meglio. «Windows non produrrà più aggiornamenti per il sistema operativo Xp. E quindi sarà sospesa anche la produzione degli antivirus contro i cosiddetti spyware». Con quali conseguenze? «Tutti i criminali informatici potranno attaccare i computer che usano questi sistemi operativi e, potenzialmente, accedere ai dati che vi sono contenuti». Quanti sono i pc a rischio? «Tutto il sistema informatico a basso costo utilizza Xp. In Cina, ad esempio, sono 400 milioni i pc in questa condizione, mentre in Italia sfrutta questo sistema il 24% delle piccole e medie imprese». È un problema che riguarda anche la Pubblica amministrazione? «Certo, il 30% circa dei computer della Pa gira su Xp. Ma, per compredere la gravità della situazione, basta pensare che a rischio è anche il 95% dei bancomat». Il consorzio Bancomat ha escluso rischi per gli utenti. «D’accordo, ma istituti stranieri come la Royal Bank, Santander, Hsbc e Barclays hanno scelto un’altra strada, quella di pagare Microsoft per ricevere aggiornamenti per un altro anno e avere quindi più tempo per adeguarsi». Perché la Pubblica amministrazione non è corsa ai ripari? «Per tre motivi. Quando arrivò il sistema operativo Vista fu installato sui computer ma, dato che si incontrarono alcune difficoltà di utilizzo, si preferì tornare a Xp. In secondo luogo, quando arrivarono altri aggiornamenti come Windows 7 e 8 non vennero acquistati a causa della spending review. Infine, nessuno si aspettava che Microsoft interrompesse il supporto». In realtà la notizia è nota almeno da alcune settimane. «Ma non è semplice cambiare in breve tempo il sistema operativo del 30% delle macchine. Per farlo andrebbero interrotti alcuni servizi. Ad esempio il funzionamento delle Poste». Cosa si può fare adesso? «Cambiare gestore o chiedere il rinnovo delle licenze a Microsoft». Qualcuno paventa il rischio che i vecchi pc della Pa non possano supportare nuovi software. «Non è vero, il 90% dei computer è sufficientemente nuovo. E il restante 10 è in via di dismissione».
«Rischio hacker per i computer statali»
Windows Xp va in pensione. Il vicepresidente del Copasir Esposito: «Indifeso un terzo dei pc della pubblica amministrazione. Mesi per rimediare»
