Presidente Prodi, la ricorrenza della strage di Via Fani e del rapimento dell’on. Moro è trascorsa nel silenzio e nella colpevole dimenticanza della politica. Non possiamo, non si devono dimenticare gli anni terribili in cui le ambiguità del Partito comunista, tra promesse di rivoluzione e pratiche di collaborazione con la Democrazia cristiana, armarono la mano operaia contro lo Stato. Che cosa non fu commesso! Sorrette da una errata intellettualità, le Brigate Rosse investirono col fuoco i gestori della cosa pubblica: magistrati, industriali, uomini dell’informazione, in un furore cieco che non risparmiava lo scontro nella strada. Un assalto allo Stato. L’operazione militare che portò all’eliminazione della scorta e al rapimento dell’on. Moro segna il momento più alto e insieme l’avvio al fallimento dell’avventura brigatista. Che cosa avrebbero potuto fare oltre la cattura e la condanna a morte dell'uomo che voleva allargare con i comunisti la base democratica dello Stato che essi volevano abbattere ? Eppure ci fu un momento in cui la vita dello statista democristiano poteva essere salvata e la partita chiusa a favore dello Stato. Fu quando lei, ricevuta l’informazione sul covo di via Gradoli dove era custodito il prigioniero, per coprire la fonte mise in scena la seduta spiritica, coinvolgendovi illustri personalità degne di fede. Ma ovviamente il segnale trasmesso alle autorità fu debole e i controlli del tutto formali, tanto da arrestarsi di fronte a una porta chiusa. Non ha mai pensato, presidente Prodi, che un diverso modo di riferire la preziosa informazione, o almeno di informare le autorità dell’esattezza della segnalazione avrebbe evitato il fallimento dell’operazione? Sono passati quasi quarant’anni: non sente la necessità di dire la verità su una seduta spiritica non creduta da nessuno? L’omertà dei brigatisti detenuti sta trascinando nelle tombe il nome del criminale che ha ucciso Moro nella Renault rossa: vuole anche lei nascondere nell'oblio l’errore della commedia spiritistica? La verità sulla vicenda è un dovere verso tutte le vittime degli anni di piombo, verso i familiari della vittima, verso tutti coloro che hanno salvato lo Stato spesso pagando duramente la loro resistenza. Ho fiducia in lei.
Stefania Craxi: «Anni terribili che non possiamo dimenticare»
di Stefania Craxi Presidente Prodi,la ricorrenza della strage di Via Fani e del rapimento dell’on. Moro è trascorsa nel silenzio e nella colpevole dimenticanza della politica. Non possiamo, non si...