Politica

No, l’unica erede è Marina

di Klaus Davi, massmediologo

Oggi Marina rappresenta una linea di continuità diretta per il berlusconismo. Ha gestito in modo egregio l’azienda, ha sempre difeso il padre anche nei momenti più critici, è quella che più è intervenuta su questioni di tipo politico ed è a capo di un’azienda, la Mondadori, che è la dimostrazione classica della trasversalità del modello berlusconiano, perché è la casa editrice anche di tanti autori di sinistra. Da questo punto di vista, ricorda da vicinio il primo Berlusconi, quello della Mediaset degli anni ’80 che fu un fattore fondamentale di modernizzazione culturale del Paese. Ma se la tv parlava e parla alle masse, la Mondadori parla all’elìte intellettuale. E così Marina non potrà mai essere accusata di censura o oscurantismo, dato che ha fatto crescere fenomeni culturali di sinistra. Come imprenditrice è quella che più ricorda il padre senza averne, però, le caratteristiche più estremiste e negative. È sempre apparsa moderata, liberale, attenta agli interessi dell’universo berlusconiano ma portata naturalmente a dialogare con tutti i settori della società. E poi è donna, e quindi rappresenta una risposta molto efficace a Renzi. Che è un politico di razza, un fuoriclasse, ma non ha il curriculum che vanta Marina. Tutte queste caratteristiche, invece, mancano a Barbara. Lei è acerba, impulsiva laddove Marina appare maggiormente riflessiva. Barbara oggi è più popolare, ma non sempre in passato ha dato l’impressione di essere una fedelissima del padre. A volte, anzi, è apparsa molto più vicina a Veronica. Scelta legittima, ma che difficilmente il popolo berlusconiano è disposto a perdonarle. Anche aziendalmente è più marginale, non ha certo il pedigree di Marina. Contrapporla a un osso duro come Renzi significa mandarla al massacro. Anche così si spiegano le perplessità dei fratelli. Al di là di tutto, resta la consapevolezza del valore del brand Berlusconi. Il popolo dell’ex premier si ribellerà istintivamente a una condanna che ritiene ingiusta. Di conseguenza il richiamo alla famiglia, alla continuità, è un toccasana per consolidare il proprio elettorato e per conquistare qualche indeciso. L’ipotesi di candidare un familiare, da questo punto di vista, è tutt’altro che tramontata.

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