Politica

Basta esperti Tocca a Matteo

di Fabrizio dell’Orefice

Mettiamola così. A Bruxelles non è andata tanto benissimo per Matteo Renzi. Chi si aspettava una linea più morbida è rimasto deluso, all’Italia non verranno fatti sconti. Qui da noi è scattato il panico per i tagli che suggerisce il commisario alla spesa, Carlo Cottarelli (ieri volato negli States e nessuno è in grado di garantire che tornerà in Italia). Le coperture per garantire l’operazione 80 euro in busta paga sembrano cadere come foglie di un carciofo. Il Renzi che torna nel pomeriggio a Roma non è lo spavaldo di sempre, e che conosciamo bene. Non è finita la lune di miele, il Paese crede ancora largamente in lui. Semplicemente Matteo sta scoprendo che governare è forse più complesso di quello che immaginava. C’è un solo modo per procedere spediti senza fallire: delegare ciò che non è fondamentale come le nomine della squadra a palazzo Chigi, prendere in mano ciò che è determinante. Non si può affidare al primo Cottarelli che passa una materia così delicata come la revisione della spesa. Sia chiaro, è lecito dare i numeri soprattutto quando si va a giocare al banco del lotto. Quando dietro quei numeri ci sono persone, pelle umana, carne viva, famiglie che stentano ad arrivare alla fine del mese, mandare in giro slide senza aver verificato una cifra è qualcosa di incivile. Il premier ci risparmi i conti sballati di Cottarelli e prenda in mano il dossier. Non deleghi. Ci sono alte professionalità, come il professor Giarda, che hanno fatto studi approfonditi sulla spending review. Renzi si occupi di questo tema in prima persona. Dia delle direttive precise. Ci sono settori dello Stato che hanno già dato, altri che sono troppe sensibili. Coloro che ricevono pensioni più basse, certo. Ma anche le forze dell’ordine. C’è stata negli ultimi anni un’esplosione dei delitti (ultimi dati disponibili sono relativi al 2011 rispetto all’anno precedente): crescita di oltre cinque punti percentuali. I furti nelle abitazioni sono incrementati del 21%. Stesso discorso per le rapine, soprattutto ai negozi. I borseggi e gli scippi sono saliti rispettivamente del 16% e del 24%. Siamo in guerra. Una guerra che i cittadini combattono tutti i giorni contro la paura di essere derubati. Si può far recedere l’esercito mentre il proprio popolo chiede rinforzi?

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