Politica

Quante mine sul taglio delle tasse

Mancano altri 500 milioni. «Attenzione, i risparmi possono essere usati solo per l’anno prossimo»

C’è una mina sulla strada che unisce (o forse divide?) Matteo Renzi e gli 80 euro nella busta paga di molti italiani. Ed è una mina contenente parecchio esplosivo. Nel suo rapporto, appena presentato al governo, il commissario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli, avverte: attenzione, non tutti i soldi che provengono dai tagli possono essere utilizzati per abbassare le tasse. Nello studio, anticipato ieri da Il Tempo , aggiunge peraltro: «A parità di obiettivi di indebitamento netto rispetto alla legge di stabilità, i risparmi non sono tutti disponibili per ridurre la tassazione». Vuol dire, appunto, che la legge fondamentale di finanza pubblica ha già impegnato alcune somme derivanti dai tagli per l’anno in corso, e lo farà in modo più pesante per il 2015 e per il 2016. In particolare, una tabella “ipoteca” per quest’anno 500 milioni: sono «somme destinate ad evitare i tagli lineari nella legge di stabilità e nel decreto legge che ha eliminato il taglio delle spese». Si tratta, per la precisione, dei 488 milioni destinati alle detrazioni familiari. Proviamo a ricapitolare. Il premier Renzi ha annunciato un taglio del cuneo fiscale per 10 miliardi. Mercoledì scorso, ha detto in conferenza stampa: 10 miliardi per 10 milioni di contribuenti significa 1.000 euro all’anno ciascuno. Cottarelli ha spiegato che dalla spending review possono arrivare 7 miliardi su base annua; dunque, se si procede con i tagli dal prossimo maggio, ce ne saranno solo 3. In verità, tra le righe, il commissario scrive che ce ne sono solo due e mezzo. Cifra che dovrà raddoppiare, perché il premier gli sta chiedendo di trovare almeno 5 miliardi per gli ultimi sette mesi del 2014. Ma c’è di più. Sempre Cottarelli, in una nota a margine in formato lillipuziano, asserisce: «Inoltre, il comma 431 della legge di stabilità comporta che i risparmi della revisione della spesa possono essere spesi solo nell’anno successivo in cui si realizzano». A questo punto, una pesante ipoteca pesa sul bilancio dell’anno prossimo: 10,4 miliardi sono già impegnati (1,4 per le detrazioni, 3 per clausole di salvaguardia varie e ben 6 sono "sottostima delle spese a politiche invariate nella legge di stabilità, assumendo obiettivo invariato per indebitamento netto nel 2015-16"). Situazione più grave per il 2016, perché le somme impegnate sfiorano i 15 miliardi. Con questi chiari di luna, e se non ci saranno cambiamenti, gli italiani rischiano di dover velocemente restituire gli 80 euro che forse si troveranno in tasca a maggio.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.