Intervistato dal Corriere della sera, Ignazio Marino si è lamentato delle accuse che ormai gli piovono addosso da ogni dove. Un accenno l’ha riservato anche a questo giornale per un fotomontaggio che nei giorni dell’acquazzone lo ritraeva vestito da zingara per aver aiutato prima i nomadi e solo poi i romani a trovare quiete in albergo dopo la tempesta. Titolammo con sarcasmo «il sindaco di Rom» perché - dai campi abusivi ai fumi tossici delle baracche fino alle corsie preferenziali per gli alloggi popolari - sui nomadi le politiche del Campidoglio sono da sempre indirizzate alla fraterna tolleranza. La stessa che il sindaco sta dimostrando di avere verso quanti, a vari livelli amministrativi, negli uffici comunali hanno sottovalutato l’allarme dell’acqua inquinata con arsenico e batteri. La comunicazione della Asl di cui siamo entrati in possesso oltre a confermare quanto documentato nelle nostre inchieste, certifica che al Comune l’allarme della Asl arrivò il 17 dicembre 2013. Chi ha permesso che quell’ordinanza di allerta venisse firmata il 21 febbraio 2014 e con ulteriore ritardo, pubblicata solo il 28, deve pagare. Signor sindaco, dia l’esempio. Faccia un’inchiesta interna, appuri di chi è la colpa e cacci chi c’è da cacciare.
Rubinetto comunale
di Gian Marco ChiocciIntervistato dal Corriere della sera, Ignazio Marino si è lamentato delle accuse che ormai gli piovono addosso da ogni dove. Un accenno l’ha riservato anche a questo giornale...