I due non si sono mai piaciuti troppo. Lo si era capito dalle continue frecciatine, dagli ammiccamenti poco compiacenti dell'uno nei confronti dell'altra, che rispondeva a sua volta con moniti e rimbrotti sull'importanza del Sindacato. L'avvio dell'era Renzi alla guida Pd ha segnato la fine dell'era dell'idillio con la Cgil. Indimenticabile sarà quel cinguettio ("Iscrivermi alla Cgil? E' un rischio che non corro") postato dal presidente del Consiglio su twitter. Ieri sera, ospite da Fabio Fazio su RaiTre, Matteo Renzi è stato altrettanto schietto e distaccato nei confronti di Confindustria e Sindacato: “Noi ascoltiamo tutti, ma cosa dobbiamo fare lo sappiamo: lo faremo non pensando alle associazioni di categoria ma alle famiglie e alle imprese”. Parlava del pacchetto di tagli per 10 miliardi di euro che il governo presenterà mercoledì, sul quale si è aperto il “derby” tra chi vorrebbe vantaggi per l'Irpef e chi per l'Irap. Semplificando: tra chi punta a dare più soldi in busta paga ai lavoratori e chi spinge per un po' di ossigeno alle imprese. “Chiediamo a tutti di fare dei sacrifici, lo diciamo anche ai sindacati che devono mettere on line le loro spese, la musica deva cambiare per tutti", ha detto il premier. Aggiungendo che se i sindacati saranno contrari al suo job act, allora "ce ne faremo una ragione". Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, su twitter ha scritto: “Renzi non faccia l'errore di fare di tutta un'erba un fascio. Ci sono sindacati e sindacati, come ci sono politici e politici. Tolga i paraocchi”. Sindacati e sindacati, appunto. Susanna Camusso non ci sta. E oggi getta benzina sul fuoco. “Il job act non sappiamo cosa sia”, dice. “La Cgil è pronta alla mobilitazione se il governo Renzi non darà risposte concrete e non accoglierà le proposte su occupazione e fisco avanzate dal sindacato”, il segretario della Cgil chiede all'esecutivo più investimenti e di destinare tutte le risorse previste al taglio del cuneo fiscale. E poi da Bari, a margine del congresso provinciale del sindacato, rincara la dose: “Ieri Renzi mi è parso disattento sul fatto che c'è una parte del Paese che ha pagato un prezzo altissimo durante questa crisi e che ha più volte cercato di invertire le politiche economiche proprio affinché la crisi non continuasse a precipitare. Deve sapere che quella parte del Paese e quella parte del mondo del lavoro e delle pensioni sta guardando ai suoi tanti annunci e alle coerenze che poi ci saranno tra gli annunci che fa e l'idea di avere una effettiva svolta di politica economica”. Poi la Camusso interviene sulla questione dei tagli alle tasse e sul “derby” Irpef-Irap. “Capisco che Renzi abbia una visione calcistica del mondo ma il mondo non è fatto di derby. Il tema è a chi vuoi dare delle risposte. Abbiamo detto in molte occasioni che bisogna far ripartire i consumi e l'economia di questo Paese, bisogna ridare potere d'acquisto a chi l'ha perso, cioè ai lavoratori ed ai pensionati. Lui stesso dice che interventi erano stati dati precedentemente sul cuneo fiscale ma non avevano dato risultati perché distribuiti a pioggia. Credo che si risponda da solo sulle ragioni per cui chiediamo che queste risorse vadano a lavoratori e pensionati”. Una stoccata anche alla richiesta del premier di mettere on line i bilanci dei sindacati: "Cominciasse il presidente del Consiglio a consultare i siti dei sindacati e scoprirebbe che chiede una cosa che facciamo da 20 anni".
Renzi-Cgil, è guerra. Susanna Camusso: "Non è attento a chi ha pagato per la crisi"
Dopo le accuse del presidente del Consiglio ai sindacati, continua lo scontro sul cuneo fiscale
