Il congresso di quest’oggi a Fiuggi, con Fratelli d’Italia e non solo, ha un compito difficile davanti a sé ma può fare molto. L’obiettivo deve essere quello di riunire la destra. So che ci sono alcune perplessità, soprattutto da parte di Francesco Storace, ma sono convinta che la posta in gioco sia talmente importante da spingere tutti a superare le difficoltà per ritrovarsi in un unico partito. Di destra, appunto. Non posso negare che invece del simbolo di An, che è stato aggiunto a quello di Fratelli d’Italia, avrei preferito quello dell’Msi. L’avrei preferito perché Alleanza Nazionale ha distrutto e tradito un partito forte e unito come il Movimento Sociale Italiano. All’epoca il padre di Ignazio La Russa era al mio fianco nella battaglia contro il passaggio ad An. Il congresso di Fiuggi, allora, fu fasullo, i delegati non votarono nemmeno. Quella scelta fu causata anche dall’avvicinamento al partito di Silvio Berlusconi. I missini non volevano questa svolta e ancora adesso, dopo tanti anni, la pensano come nel 1995. Giro l’Italia e parlo con tantissimi militanti e posso dire che il partito di Giorgio è saldo come sempre, vivo più che mai. Non è un caso che in tutto il Paese ci siano tante strade intitolate a lui e tre monumenti, costruiti grazie alla raccolta di soldi tra i cittadini. Anche quelli che pensavano che Berlusconi potesse essere, in qualche modo, l’erede della nostra tradizione si sono ormai ricreduti. Il Movimento Sociale Italiano, invece, amava la gente e la gente non ha mai smesso di amare Giorgio. So che i tempi sono cambiati. Adesso Fdi-An può costruire quel partito unico della destra cui abbiamo sempre aspirato. Giorgia Meloni si dà da fare, la ricordo nel Fronte della Gioventù. Si sta comportando bene. Poi, ovviamente, c’è Ignazio La Russa, che ha molta esperienza e resta uno dei migliori, ma voglio citare anche Fabio Rampelli, che è molto bravo. Guido Crosetto lo conosco poco ma penso che tutti quelli che hanno aderito al progetto di Fratelli d’Italia siano i benvenuti. Per questo ripeto il mio appello all’unità della destra. Anche per fronteggiare Renzi, che non ha un briciolo di umiltà. Per carità, va bene visitare le scuole e impegnarsi per il loro miglioramento, ma in Italia abbiamo emergenze che meritano la priorità. Non possiamo accettare che ci siano uomini che si sparano perché perdono il lavoro. E, sotto questo aspetto, il Nord sta peggio del Sud. Ecco perché serve una destra forte e compatta. Tra l’altro sono convinta che il tentativo di Angelino Alfano, col suo presunto Nuovo Centrodestra, sia destinato a fallire. Ha voltato le spalle a Berlusconi, che l’ha fatto diventare ministro e vice nel partito, la gente non glielo perdonerà. Guardiamo oltre e proviamo a ridare fiato alla destra per ricostruire, ancora una volta, l’Italia.
Ridate vita al sogno di Giorgio
di Assunta Almirante, moglie di Giorgio Almirante