La staffetta non è piaciuta proprio a nessuno. Tra la gente in attesa delle consultazioni, davanti al Quirinale, il commento è unanime: sbagliati i tempi e soprattutto i modi. Nell’occhio del ciclone il futuro premier Renzi. «È un pugnalatore alle spalle - spiega Lorella di Prato - spero faccia qualcosa di buono ma ne dubito. A Firenze ha promesso tanto e realizzato poco». «L’unica cosa buona è stata la pedonalizzazione del Duomo - gli fa eco il marito Piero - Un voto come sindaco? Diciamo 6». Quasi esclusivamente turisti su piazza del Quirinale, provenienti da diverse regioni. La Toscana, la più rappresentata. «I fiorentini sono tremendi - spiega Mirko Rindi, di Pistoia, in vacanza con moglie e figli - Secondo me si brucerà, comunque almeno è uno che decide. In un mondo dove nessuno si prende le responsabilità è già qualcosa». Piera, fiorentina, per definire il rottamatore usa un termine dialettale: «È un ciaccino, mette bocca su tutto». Della stessa opinione Rossella Coveri, sua concittadina, che sottolinea come Renzi sia «riuscito a ottenere ciò che voleva». Arrivista è il termine più utilizzato. «Io ho sempre votato a sinistra ma stavolta sono perplesso - spiega Enrico, 52 anni, di Venezia - Di solito gli attriti nascono tra partiti diversi, questa invece è una lotta interna». Un centinaio le persone che, complice il bel tempo, stazionano sul Colle. «Quanto è alto Crosetto» mormora una ragazza di Ancona. Sulla piazza regna il silenzio. Nessun applauso, nessun fischio, solo curiosità. «Quella è la stanza di Napolitano?» chiedono Giuseppe e Sara, con la valigia in mano, direzione Termini. «Siamo venuti a dare un’occhiata, ieri abbiamo ricevuto la benedizione del Papa nel giorno di San Valentino». Situazione analoga per Simone e Vanessa, lui «siciliano, berlusconiano, ex simpatizzante del rottamatore», lei «di Monza, di sinistra, delusa da Renzi». Parole al vetriolo anche da Clorinda, napoletana: «È pericoloso, è di destra e farà un partito personalistico, come Berlusconi». Davanti al Quirinale nessuna traccia dei romani. Zero curiosità per le consultazioni, probabilmente. Troppo abituati a vedere i governi nascere e morire nel volgere di pochi mesi. E come dargli torto: negli ultimi 70 anni sono stati ben 68 gli esecutivi. Un record. Le consultazioni sono diventate un appuntamento tradizionale, un po’ come il Natale o la Pasqua.
Tra i curiosi al Quirinale «Renzi è un pugnalatore»
Andrea Barcariol La staffetta non è piaciuta proprio a nessuno. Tra la gente in attesa delle consultazioni, davanti al Quirinale, il commento è unanime: sbagliati i tempi e soprattutto i modi. Nell’...