L a rabbia e l’orgoglio. L’immenso striscione di solidarietà ai marò in India srotolato per venti metri lungo la sede de Il Tempo, proprio in faccia al palazzo del Governo, racchiude questi sentimenti. Che poi sono gli stessi esternati dai lettori e dalla gente comune che a centinaia ieri hanno scritto a questo giornale e a migliaia hanno rilanciato su Facebook e Twitter il nostro invito a non mollare, a stare uniti, a tenere alta l’attenzione perché giusto domani i fucilieri di Marina scopriranno cosa ne sarà della loro vita. «Rabbia» per il letargo del governo Letta e soprattuto per quel che ha combinato il signor Monti rispedendo al mittente i militari italiani che ancor oggi rischiano la forca. «Orgoglio», invece, per il coraggio e la dignità di questi ragazzi, senso dell’onore e schiena dritta, che dopo 700 giorni di «prigionia» fanno onore a un Paese che non li merita. Sul caso dei due marò sapevamo che l’Italia per bene, fiera del tricolore e dei suoi uomini in divisa, viveva ore di ansia. Non immagivamo, però, che uno striscione tramutasse questa preoccupazione in un amore diffuso e contagiante. Fra tanti c’è Anna, una signora della provincia di Latina. Ci ha telefonato in redazione e si è commossa. È riuscita a dire solo «grazie». Grazie a lei, signora. Grazie ai lettori e alla Rete. Grazie a Latorre e Girone, eroi non per caso.
Promemoria sul muro
di Gian Marco ChiocciLa rabbia e l’orgoglio. L’immenso striscione di solidarietà ai marò in India srotolato per venti metri lungo la sede de Il Tempo, proprio in faccia al palazzo del Governo,...