Politica

Casapound e No Tav, scontri a Roma

La bandiera Ue sostituita dal Tricolore. Arrestato il vicepresidente Di Stefano. Attaccata la sede del Pd. Mercoledì tende dei Forconi nel cuore di Roma.

Ancora scontri con le forze dell’ordine e tensioni in giro per l’Italia. La protesta non si ferma e ieri a Torino, Venezia e Roma si è consumata un’altra giornata di violenze. Tra cariche della polizia, denunce, arresti, feriti e assalti a sedi di partito il bilancio del dissenso è ancora pesante. Ma il peggio potrebbe essere alle porte per la protesta di mercoledì annunciata dai Forconi nella Capitale. A piazza del Popolo è previsto un presidio fisso, con accampamenti nel cuore del Centro storico (ma il vicesidaco Nieri si è detto contrario a tendopoli), non sono da escludere azioni estemporanee che potrebbero mettere ancora sotto assedio la città. Sempre mercoledì, infatti, anche i Movimenti per il diritto all’abitare hanno intenzione di manifestare durante la Giornata dei migranti e il diritto alla resistenza. Nonostante la Questura di Roma ha negato l’autorizzazione al corteo, proprio per la concomitanza con il presidio dei Forconi, il Movimento ha già annunciato che a piazzale Esquilino la manifestazione si terrà comunque. Una situazione esplosiva, dunque, che Roma e altre città d’Italia hanno vissuto già ieri. Nella Capitale in mattinata è stato arrestato il vice presidente di Casapound, Simone Di Stefano,con l’accusa di furto aggravato dopo l’irruzione nella sede della Commissione europea in via IV Novembre. Di Stefano, insieme ad altri, si è presentato davanti al palazzo con il volto coperto da maschere di fantasmi. Dopo aver montato una scala, proprio Di Stefano è salito fino al primo piano per sostituire la bandiera dell’Unione Europea con il Tricolore. Nel frattempo è partita la carica delle forze dell’ordine per fermare l’assalto. A seguito del blitz sono stati denunciati anche una decina di appartenenti allo stesso movimento per concorso nel furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. In serata un altro quartiere di Roma è stato messo sotto assedio da un’altra manifestazione. Questa volta un gruppo di No Tav, riunitosi a piazzale Tiburtino per protestare contro l’arresto di altri quattro attivisti avvenuto tra Torino e Milano il 9 dicembre scorso, ha tenuto sotto scacco l’intera zona con azioni di disturbo, blocco del traffico e l’assalto alla sede Pd di via dei Latini. Il corteo non autorizzato ha prima vagato per il quartiere San Lorenzo. Poi, una volta arrivato a Porta Maggiore, ha bloccato la circolazione per scrivere sui muri «No Tav e liberi tutti». Traffico in tilt per venti minuti in tutta l’area e automobilisti inferociti hanno fatto il resto. Subito dopo i No Tav sono rientrati per le vie del quartiere e hanno vandalizzato la sede del Pd con il lancio di oggetti, vernice e bidoni della spazzatura. Ferito lievemente un militante di 65 ani, Maurizio, colpito alla fronte da una bottiglia. A Torino gli studenti hanno lanciato vernice e oggetti contro il palazzo della Regione facendo partire le cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine. Il bilancio è di 4 feriti, tra studenti e agenti della celere, e quattro persone fermate. A Venezia stessa scena per la presenza di due manifestazioni contrapposte: da una parte i centri sociali e dall’altra Forza Nuova. Tafferugli sul ponte di Calatrava quando le forze dell’ordine hanno reagito con una carica al lancio di oggetti. Due i fermi.

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